Giornate europee del patrimonio - Memorie dal Cotonificio Somaini

Sabato 1° settembre 2018

Lomazzo - area feste via Cavour 2

  

Verrà effettuata la visita guidata "Le vie dell’innovazione: dal Museo della Seta a ComoNext"

organizzata dalla Fondazione Alessandro Volta, con il giornalista Pietro Berra

che farà da accompagnatore e da narratore nella visita ai luoghi lomazzesi di archeologia industriale.

 

Sarà allestita a cura del Comune di Lomazzo la mostra "Francesco Somaini. Imprenditore illuminato". 

 

 

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PROGRAMMA

15:30  Apertura della mostra

            presso la tensostruttura area feste via Cavour 2

16:00 Sulle Orme di Volta - Passeggiata Creativa - organizzata dalla Fondazione Volta

            "Le vie dell’innovazione: dal Museo della Seta a ComoNext"

            in collaborazione con il Museo della Seta e Associazione Sentiero dei Sogni

            guidata da Pietro Berra - giornalista de La Provincia

             Possibilità di partenza da Como alle 14:00 con visita gratuita del Museo della Seta

             (iscrizione su:  www.passeggiatecreative.it).

             Narrazione di Pietro Berra; interventi del direttore del Museo della Seta Paolo Aquilini,

             di Alberto Monti;  Salvo Bordonaro; Ado Franchini; testimonianze di ex dipendenti.

 

16:30, fino alle 18:30 - Visita libera alla mostra - aperta a tutti, senza necessità di iscrizione.

             Accoglienza a cura dell'associazione Auser Insieme Lomazzo

 

18:00  Voci della filanda - i canti del lavoro e del mondo operaio 

             Con “Peto e Leo” e l’intrusa - A cura della Lega di Cultura di Piadena (CR)

             testimonianza sull’emigrazione cremonese a Lomazzo - con Gianfranco Azzali

19:00  Punto ristoro attivo presso la tensostruttura area feste.

20:00  Serata a tema Anni 50 - ballo swing - con Inno Swing Como

 

 

 

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LE GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO

Le Giornate Europee del Patrimonio sono un'iniziativa del Consiglio d'Europa e si svolgono in tutti i 50 Paesi firmatari della Convenzione culturale del Consiglio d'Europa. In tutta Europa, nei fine settimana del mese di settembre, vengono aperti numerosi luoghi storici; sono oltre 30.000 i luoghi coinvolti e le Giornate annoverano più di 70.000 eventi, per sensibilizzare il pubblico al patrimonio comune dell’Europa e alla continua necessità di proteggerlo, far condividere l’esperienza del patrimonio culturale.

 
Il Comune di Lomazzo aderisce proponendo la mostra sul Cotonificio e sul Villaggio Operaio: il villaggio operaio di Viale Somaini rappresenta un’importante testimonianza di storia sociale, da conoscere, divulgare e valorizzare.
 
web info: www.lomazzoeventi.it/2018/somaini

https://www.coe.int/it/web/portal/european-heritage-days

 

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Da "La Provincia di Como":

 

DAL COTONE A VOLTA - SOMAINI INNOVATORE

Nel 90° del Tempio Voltiano una mostra e un percorso da Como a Lomazzo
per scoprire il villaggio operaio che sorse attorno al cotonificio (oggi ComoNext)
di Pietro Berra

Francesco Somaini nasce a Como il 26 ottobre 1855, figlio di un negoziante proprietario di un negozio di tessuti in centro città, già esercitato dal nonno. Segue come studi l’istituto di Setificio e si trasferisce a Busto Arsizio, dove entra in contatto con i cotonieri. [...] Per ragioni economiche persegue la carriera militare, iniziando come volontario...»
Non è l’incipit di una biografia, bensì un ricordo orale di Battista Somaini, scomparso lo scorso anno, ultimo direttore del Cotonificio fondato dal suo avo nel 1893 e chiuso nel 1974. Si tratta di una delle testimonianze registrate in una grande opera di “autocoscienza” e “narrazione collettiva”, promossa dal Comune di Lomazzo per raccogliere testimonianze e documenti confluiti nella mostra “Francesco Somaini. Storia di un’impresa. Il Cotonificio e il Villaggio Operaio”, che il prossimo weekend (sabato 1 e domenica 2 settembre nella tendostruttura dell’area feste) sarà riproposta nell’ambito d’un percorso che legherà le innovazioni di cui Somaini è stato promotore e che costituiscono un’eredità viva per l’oggi e il domani.

La pila e il tessile
Una Passeggiata creativa, guidata da chi scrive (dettagli nella scheda a lato) partirà dal Museo della Seta, dove tra i cimeli che testimoniano la storia del tessile lariano, ve ne sono alcuni non a caso dedicati a Volta: gli industriali serici (e cotonieri) ebbero un ruolo importante nel sostenere sia le celebrazioni voltiane del 1899 sia quelle del ’27 e in entrambe allestirono un proprio padiglione. La punta di diamante di questo legame tra l’inventore della pila e l’industria tessile comasca è il Tempio Voltiano, voluto, finanziato e consegnato «alle cure della mia città, perché religiosamente lo conservi e lo tramandi ai posteri» da Francesco Somaini, su progetto dell’architetto Federico Frigerio che aveva avuto un ruolo importante nel salvare dalle fiamme nel 1899 una parte degli strumenti voltiani originali e anche nel suggerire l’edificazione di un monumento duraturo al suo committente (per approfondimenti si rimanda a “Federico Frigerio architetto” di Fabio Cani, Nodolibri).

Il 90° dell’inaugurazione del Tempio, avvenuta il 15 luglio 1928, è l’occasione per riscoprire Somaini. «Se Galileo Galilei creò con metodo sperimentale la scienza moderna e dischiuse orizzonti indefiniti d’avvenire - disse nel discorso inaugurale - Alessandro Volta, percorrendo sapientemente la via medesima, trasse in evidenza d’azione una forza destinata a dominare il mondo[...], le cui mirabili applicazioni pratiche costituiscono tanta parte dei mezzi e delle forme della presente civiltà». Somaini fu il primo a costruire un cotonificio lontano dai corsi d’acqua, che mandavano avanti l’industria tessile lariana, puntando in primis sulla forza del vapore e, quindi, proprio sull’energia elettrica. Innovatore dal principio (fu anche tra i primi studenti del neonato Setificio, anche se non della primissima leva: nel bando comunale che dava avvio ai corsi ufficiali il 5 aprile 1868 si indicava come età minima 15 anni, e Somaini ne aveva 13), scommise su un’altra importante novità dell’epoca, la ferrovia. E fece la sua parte perché il treno arrivasse anche nel paese dove si era trasferito per amore (dalla non lontana Uggiate), Lomazzo, e dove aveva creato la sua impresa. Per i primi anni si dovette accontentare di una tranvia a vapore, poi sostituita dalla tratta Grandate-Saronno delle Ferrovie Nord Milano, aperta il 1º giugno 1898.

Ma l’intuizione imprenditoriale che più gli rende merito, alla pari di quella che lo portò ad erigere il Tempio Voltiano, fu la volontà di dare agli operai la possibilità di vivere una vita il più possibile a misura d’uomo, «avendo io sempre considerato il dipendente fratello per diritto di natura», come affermò in un discorso del 1938. Lo si intuisce percorrendo oggi il viale Somaini a Lomazzo, con tanto di nome scolpito sulla pietra all’inizio della strada, a indicare quella che un tempo era una sua proprietà privata non diversamente dalla villa (il cui sagrato antistante è orlato dalla stessa pietra) in via degli Arconati 17. Gli edifici ai due lati, che in parte hanno cambiato funzione, sono testimonianza di un villaggio operaio all’avanguardia, secondo a quello di Crespi d’Adda riconosciuto patrimonio dell’umanità dall’Unesco e che ha appena compiuto 140 anni, ma certamente meritevole d’una conoscenza, promozione e segnaletica che lo rendano sempre più noto e leggibile agli appassionati di archeologia industriale.

Somaini pensò a far costruire le case per gli operai, i capireparto e i dirigenti (facendo carriera, c’era la possibilità di cambiare appartamento, non appena se ne liberava uno), l’asilo, il nido, i lavatoi, una palazzina dedicata ai bagni e persino un’azienda agricola, destinata in primis a dare il latte agli operai. Proprio accanto alla fabbrica, invece, sorgeva il convitto per le ragazze che si trasferivano a lavorare da altre città senza famiglia.
Anche nei turni di lavoro, era stata studiata una struttura “a scacchiera” (cioè due da 4 ore, intervallati da 4 ore libere), «così si poteva fare anche altro, oltre a lavorare, visto che abitavamo tutti vicino alla fabbrica». Lo ricorda Giampiero Brugnoli, sindacalista che non si risparmiò nelle lotte, soprattutto nel ’68, e subì anche una grave malattia professionale (a proposito: la mostra, sicuramente celebrativa di Somaini ma non agiografica, non dimentica i morti sul lavoro), però non ha dubbi sul fatto che il villaggio operaio, in cui «le case erano buone e non si pagava l’affitto», sia stato un’idea lungimirante. La sua testimonianza è tra quelle che si potranno ascoltare il 1° settembre.

Passato e futuro
Oggi la tradizione innovatrice di Somaini vive nell’hub ComoNext, che dal 2010 sta crescendo nei rinnovati spazi (progetto dell’architetto Ado Franchini) dell’ex Cotonificio. Manca da recuperare solo l’ultimo lotto e il numero di persone che lavora qui (600) comincia ad avvicinarsi a quello di un tempo (l’apice fu 1300).

L’EVENTO - Il 1°settembre si svolgerà la passeggiata creativa “Le vie dell’innovazione”, promossa da Fondazione Volta con Sentiero dei Sogni, Ritrovo alle 14 al Museo della Seta (Como, via Castelnuovo 9). Biglietto per la tratta di TrenordComo-Lomazzo a carico dei partecipanti Iscrizione gratuita sul sito leviedellinnovazione.eventbrite.it

INTERVENTI - Sono previsti interventi di Pietro Berra, Paolo Aquilini, Alberto Monti, Ado Franchini, e Salvo Bordonaro

 

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