Rogo della Giubiana

Domenica 28 gennaio 2018

Presso il Campo dell'Oratorio - via Milano 26

 

Ore 18:00 - Apertura Stand Gastronomico

con croccanti patatine e buonissime salamelle - Specialità: Risotto con Luganiga

A seguire: Accensione del falò in cui si brucia la vecchia Giubiana

 

L'Associazione Nazionale Vigili del Fuoco in Congedo - Sede di Lomazzo

vi invita al tradizionale appuntamento di fine gennaio: si rinnova l’antica tradizione! 

 

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LA FESTA

La Giubiana è una tradizione popolare dell'Italia Settentrionale, diffusa in particolare in Piemonte e in Lombardia (Brianza, alto Milanese, Varesotto e Comasco).

Alla fine di gennaio, l'ultimo giovedì del mese oppure l'ultima domenica del mese, viene acceso un grande falò e bruciata la Giubiana, un grande fantoccio di paglia.

 

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LA LEGGENDA

Secondo il racconto popolare, la Giubiana era una vecchia strega, magra, con le gambe molto lunghe e le calze rosse. Viveva nei boschi e grazie alle sue lunghe gambe, non metteva mai piede a terra, ma si spostava di albero in albero. Così osservava tutti quelli che entravano nel bosco e li faceva spaventare, soprattutto i bambini.

L'ultimo giovedì di gennaio, era solita andare alla ricerca di qualche bambino da mangiare.

Una mamma, per proteggere il suo bambino, decise di tenderle una trappola. Preparò una gran pentola piena di risotto giallo con la luganiga (salsiccia), e lo mise sulla finestra.

Il profumo era delizioso, da far venire l'acquolina in bocca. La Giubiana sentì il buon odore e saltellò fuori dal bosco verso la pentola, e cominciò a mangiare, un po' alla volta, tutto il contenuto dell'enorme pentolone di squisito risotto.

Il risotto era veramente tanto, eppure era così buono, che la famelica Giubiana non si accorse del tempo che passava. Non si accorse che il sole, che uccide le streghe, stava ormai per sorgere.

Quando la Giubiana finì tutto il risotto, il primo raggio di sole era ormai spuntato: la Giubiana fu così polverizzata dalla luce del sole, e da quel giorno tutti i bambini furono salvi.

Fu così che per ricordare quella vicenda a fine gennaio si prepara il risotto con la luganiga e si brucia il fantoccio con le sembianze della vecchia strega.

 

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LE ORIGINI PIU' ANTICHE DELLA GIUBIANA

Al di là delle narrazioni popolari, la tradizione della Giubiana ha certamente un'origine molto più antica.

Fin dalle epoche più antiche, nel mondo agricolo, l'anno era scandito da ricorrenze periodiche, che accompagnavano i ritmi delle stagioni e che in qualche modo permettevano di sentirsi partecipi dei cicli della natura.

Attraverso feste e ricorrenze, erano quindi rivissuti simbolicamente i cicli della natura, in particolare il passaggio tra le stagioni morte e quelle del risveglio primaverile.

Nel periodo più freddo dell'anno, a fine gennaio, era usanza bruciare simbolicamente il vecchio anno, per augurarsi che l'anno nuovo fosse più propizio e ricco di nuovi raccolti e di molti frutti.

Il nome stesso della festa, Giubiana, del resto sembra fare riferimento ad antichissimi rituali simbolici. Il nome Giubiana sembra infatti collegato a Giove, il cui culto era diffuso prima dell'arrivo della cultura cristiana. Dal nome  romano Jovis viene infatti l'aggettivo "Joviana" (e quindi la nostra "Giubiana" nei territori della Lombardia centrale), oppure l'aggettivo "Jovia" (divenuta "Giobia" nel Varesotto, in altre parti della Lombardia e nei territori del Piemonte).

Si riteneva che, dalle fiamme del falò, fosse possibile prevedere se l'annata in arrivo sarebbe stata propizia. Se il fatoccio di paglia bruciava bene, questo era visto come un segno di buon auspicio per un buon raccolto e per una stagione positiva.

Con il diffondersi della cultura cristiana, i riferimenti ai rituali pagani sono stati soppiantati, ma il nome originale di "Giubiana" e la tradizione della festa si sono conservati nel tempo. 

Nei secoli medievali la narrazione  popolare ha creato svariate leggende e racconti per arricchire questo tradizionale momento, dal racconto della strega a quello della castellana, tanti modi per accompagnare nel tempo l'antico rituale rimasto caro alla tradizione popolare. 

L'elemento più caratterizzante è rimasto il grande falò, un simbolo di rinnovamento e di ripartenza, con il quale, all'inizio del nuovo anno, ci si augura un'anno prospero e ricco di tante positive occasioni.

 

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FESTA POPOLARE DELLA GIUBIANA

La Giübiana e’l Gianè
van in lecc cun frecc i pè,
quand el suna mezanot
lüen sü a mangià ul risot.

BRÜSA, BRÜSA LA GIÜBIANA
BRÜTA VEGIA, VEGIA STRANA
BRÜSA, BRÜSA LA GIÜBIANA
BRÜSA, BRÜSALA ANCA MO’.

La Giübiana la va a spass,
tüta brüta cui margasc.
Tüta la gent la ga va a drè
chi pica i padei chi pica i pè.

E quand la riva in piaza granda
tüt ga fan festa granda.
E per finila in alegria
brüsan lè e la stregoneria.

 

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