"Natale & Dintorni" - Racconti e testimonianze della tradizione lombarda

Incontro Dialettale con ELSA ALBONICO 

 

Venerdì 1 Dicembre 2017

Lomazzo - Biblioteca Comunale - piazza Brolo San Vito - ore 21:00

ingresso libero

 

Tornano anche quest'anno le iniziative autunnali legate al dialetto.

In occasione dell'approssimarsi del tempo di Avvento e della preparazione alle feste natalizie,

ripercorreremo attraverso aneddoti anche dialettali le tradizioni di un tempo legate al Natale.

Una bellissima occasione per approfondire le tradizioni del nostro territorio.

Partecipazione libera e gratuita aperta a tutti. Passate parola!

 

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ELSA ALBONICO e la cultura popolare lombarda

Il nome di Elsa Albonico è legato alla ricerca delle tradizioni locali, sotto il profilo musicale, etnografico e letterario.

Elsa Albonico, laureata in filosofia e studiosa di etnografia e antropologia, da 35 anni ricerca e studia la cultura e il canto popolare di varie aree geografiche con costanza, impegno e passione.

 

 

 

 

 

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Per la sua attività di ricerca delle tradizioni, Elsa Albonico è molto conosciuta e apprezzata oltre che nel territorio lombardo anche in Canton Ticino.

È stata più volte ospite quale esperta di tradizioni e canto popolare delle Reti 1 e 2 della RSI - Radio della Svizzera di lingua italiana. Per la Rete 1 ha realizzato una serie di emissioni per il programma "Il suono della luna" e per Rete 2 ha curato emissioni per la trasmissione "La ribalta, proponendo canti e testimonianze; in tv sulla TSI è stata molte volte presente in veste di cantautrice e cantante di musica popolare

Ha inciso CD musicali presso gli studi della RSI di Lugano Bresso, pubblicando in Svizzera con le edizioni San Giorgio Muzzano - Corriere del Ticino - e con l'Associazione Culturale Il Bozzolo.

In molti canti, Elsa Albonico ha voluto accostare le tonalità originali del canto popolare al jazz. Preziosa è stata la collaborazione con il pianista Paolo Paliaga e i componenti del suo quartetto: Giulio Visibelli al sax tenore, sax soprano e flauto, Dino Contenti al contrabbasso e Nicola Stranieri alla batteria.

 


"Cantà Insema - canti della tradizione popolare lombardo - ticinese"
1995

Il volume raccoglie diciotto canti legati alle antiche attività lavorative. 
I fondamenti di un'antica economia che sta alla base del passaggio della civiltà contadina a quella industriale vengono proposti come occasione per capire meglio il presente e non tanto come momento nostalgico. Tra i tanti lavori "cantati" ricordiamo in particolare alcuni dedicati agli artigiani ambulanti, come: ul magnan (lo stagnino), ul muleta (l'arrotino), 'l spazzacamin (lo spazzacamino), oppure le mondine, le filandiere, gli emigranti, che, con i loro flussi migratori hanno coinvolto, storicamente in tempi diversi e con modalità differenti, la gente d'Italia e del Ticino.
Il CD che accompagna il volume ripropone 18 canti interpretati con brio e grande intensità espressiva sottolineata dall'accompagnamento musicale di: Ferdinando Antonelli (violino), Salvatore Montalbano (chitarra) e Claudio Noseda (fisarmonica). Tra i canti più originali ricordiamo: O ti belle tose registrato a Livo, nell'Alto Lario, El mulinar, proveniente da Ponte Valtellina, Mage Valente, canto rituale di Cavargna (CO) e La Pülesa della Tremezzina (CO).

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"Pan e Müsica - canti e alimentazione nella tradizione lombardo-ticinese"
1996

Come già è annunciato dal titolo, ad ispirare questa pubblicazione, sono stati dei canti che ricordavano nei testi i vari elementi che stavano alla base dell'alimentazione dei "nonni". 
Si parla di acqua, di vino, di pane, di sale, di farine varie, di polenta, di frutta e verdura, di alimenti per bambini, che tanto differivano degli omogeneizzati attuali, dei veleni e dei rimedi naturali. 
Per meglio entrare nel vivo della cucina tipica, nel testo sono state riprese antiche ricette proposte dagli informatori. Curiosando tra le abitudini alimentari degli avi, si scopre il modo di procurarsi i prodotti, le soluzioni per conservarli, le varie modalità per prepararli, il significato che assumevano certi cibi in circostanze particolari quali festività, cerimonie, riti propiziatori...
L'interprete canta i brani raccolti nell'omonimo volume accompagnata da un gruppo di strumenti tradizionali come la ghironda, il liuto, la piva, la tamorra. In alcune canzoni, come "Co le gambe sota 'l vasel" "L'avvelenato", "Tra la rùca in mèz a l'éra", il binomio canto-strumenti raggiunge punte di straordinaria intensità espressiva.

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"Vestiss e Svestiss - vestirsi una volta - nei canti della tradizione lombardo-ticinese" 
1997

Dalla fine dell'Ottocento agli anni Cinquanta, come sono mutati gli schemi che regolavano da secoli i rapporti sociali, così è mutato il modo di vestirsi, e di conseguenza anche di spogliarsi.
Prima del 1918, e ancora per un certo periodo tra le due guerre, la "moda" era una questione di pochi privilegiati.
Le donne allora si muovevano dentro lunghi grembiuloni informi, quasi sempre di colore nero, che le infagottavano, rendendole vecchie anzitempo, e per chi portava il costume tradizionale, c'erano pesanti gonne dai colori scuri, rallegrate solo nei giorni di festa da grembiulini ricamati. 
Gli uomini, con calzoni e gilè più o meno rattoppati, avevano in comune con le donne la camicia. Quella lunga camicia che veniva portata sia di giorno sia di notte e che consentiva di essere più veloci nel vestirsi al mattino, e nello spogliarsi, prima di coricarsi, dopo una lunga giornata di lavoro...
Partendo dal soprabito, si giunge, attraverso il gilè, i pantaloni, la giacca, il grembiule, la camicia e ciò che stava sotto, a cantare ogni capo dell'abbigliamento dei nonni.
La grazia espressiva dell'interprete propone un Matinèè proveniente da Premana (LC) ricco di sfumature poetiche, e Ul me fular de seda brianzolo, che scivola con i suoni dello scaccia pensieri e la fisarmonica in un'atmosfera particolarmente suggestiva. Maliziosa e intrigante L'ultima sera di carnevale evidenzia la teatralità dell'interprete.

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"Cà e Gesa"
Canti dei riti profani e sacri, ninna nanne e filastrocche
nella tradizione lombardo-ticinese
2003

Si tratta di una raccolta di 18 canti popolari che raccontano, unitamente alle testimonianze e ai documenti iconografci, molti aspetti della vita delle generazioni passate. Il titolo Cà e Gesa nasce dalla consapevolezza di quanto fosse incisivo l'influsso della Chiesa all'interno d'ogni comunità. Molti dei canti proposti rappresentano una novità nel vasto repertorio del canto popolare lombardo. Questi inediti sono stati recuperati dalla tradizione orale nella provincia di Varese, dove sino ad ora non era mai stata fatta una ricerca sistematica.


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