Mercoledì 23 agosto 2017 - Lomazzo, Anfiteatro del Parco di Viale Somaini

nell'ambito dell'evento PARCO SOTTO LE STELLE

 

PROGRAMMA 

Dalle 18,30 - Mercatini e stand di gastronomia nel parco -  RISTORO / PUB BIRRERIA

Dalle 18:30 - Apertura di serata - DJ Music - Musica dell'estate - Baby Dance

Dalle 21:00 - Inizio serata caraibica CARIBBEAN PARTY - con GUIDO BACHATERO STAFF -

che ci immerggerà nell'atmosfera caliente delle musiche e dei balli latino americani

Termine della manifestazione ore 23,30

 

Partecipazione libera!

 

EVENTO SU FACEBOOK:

https://www.facebook.com/events/112699262789038/

 

 

RIFERIMENTI UTILI:

Scuola di ballo ASD Primera Vez: https://www.facebook.com/AsdPrimeraVez/

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Vai alla pagina dedicata alla festa Parco Sotto le Stelle 2017 :

     

 

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Festa del Parco - Parco Sotto le Stelle

Mercoledì 23 agosto 2017

Serata Caraibica con balli latino americani

Guido Bachatero e il suo staff ci immergeranno nell'atmosfera caliente della Bachata!!

 

 

 

Guido Bachatero ha iniziato il suo primo corso nel 2005-2007 come studente al "Club First Dance School" a Garbagnate Milanese (MI). Nel febbraio 2009 ha partecipato alla sua prima gara Bachata a "Maison Espana" di Milano dove ha vinto il primo premio durante la sesta tappa del "concorso Salsame" con Max Tripicchio come Dance-direttore. Nel 2009 ha preso parte all'ultima selezione di "Stelle per una notte", programma "Ballando con le stelle". Nel 2009 al 2010 è diventato membro del gruppo "The Dance Group Company", che ha iniziato a "Tropicana" di Milano dove ha avuto come maestro Salvo Parisi (LATIN GEM) Guido Bachatero ottenuto il suo certificato nel giugno 2010 come "allenatore di balli caraibici" a LUIS (La Universidad Internacional de la Salsa) e nel giugno 2010 è stato dichiarato qualificati per insegnare danze caraibiche di F.I.B.E.S. (Federazione Italiana del Ballo Sportivo e dello Spettacolo - Danza della Federazione Italiana sociale). Dal 2010 al 2011 è componente di "Rumba y Guajira", danza-master internazionale CEILMOR Morales e Guiomar GARCIA, due ballerini importanti e vice campioni d'Europa che hanno insegnato a Jhonny Vasquez School.

Debora ha iniziato a ballare classica e jazz moderno quando aveva 3 anni. Ha continuato fino a 16 quando si innamora della musica hip hop che usa per creare coreografie. Dopo pochi anni cambia di nuovo tipo di musica. Regaetton, bachata e salsa, infine, sono entrati nella sua vita grazie a sua sorella, che ha una scuola di latino / caraibico. Nel 2013 divenne insegnante di balli caraibici e latini e inizia a insegnare all'età di 20 anni. Un anno dopo incontra Guido. Da allora hanno iniziato a ballare e ad insegnare insieme.

 

 

 

 

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GUIDO BACHATERO, UNA VITA A RITMO DI SOGNI E PASSIONE 

Un curriculum di tutto rispetto, che lo proietta di diritto tra i maggiori interpreti italiani della bachata, il celebre ballo di coppia di origine latino-americana che negli ultimi anni è entrato prepotentemente nelle sale da ballo delle discoteche di tutto il mondo. Stiamo parlando di Guido Bachatero, 30 anni, di Garbagnate Milanese, che, grazie alla sua dedizione, al suo impegno e alla sua caparbietà, non solo ha conquistato traguardi importanti nel panorama internazionale della sua disciplina, ma è anche riuscito a coronare uno dei suoi sogni più grandi: aprire una scuola tutta sua.

Diplomato nel giugno 2010 come Istruttore Danze Caraibiche alla L.U.I.S. (La Universidad Internacional de la Salsa), attestato riconosciuto dal CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano), oggi Guido è fondatore e insegnante di bachata sensual presso la scuola di ballo ASD Primera Vez.

Grazie alla segnalazione di Giuseppe Bruno Eight ho avuto modo di fare due chiacchiere con lui in un bar di Milano. I suoi esordi, la sua grande passione per il ballo e la voglia di trasmettere la sua energia ai suoi allievi hanno scandito la nostra conversazione. Questa l’intervista.

 

Guido, vorrei partire con te dalla motivazione che ci ha dato Giuseppe quando ci ha segnalato la tua storia: “un ballerino che ha fatto molti sacrifici per seguire la sua passione, riuscendo a fondare una scuola di danza”. Ti rispecchi in queste parole?
“Si, direi proprio di si. Anche se quello che sono oggi, oltre ad essere frutto di molti sacrifici, è la coronazione di veri e propri sogni. Tre per la precisione. Ho fatto diversi sport nella mia vita: basket, nuoto, karate. Tuttavia non sono mai riuscito a portarli a termine. Non mi sentivo bravo e non ho mai avuto poi grossi riscontri. Almeno fino a quando ho scoperto il ballo, che di fatto è nato come un piacere e poi, con il tempo, si è trasformato in una vera e propria passione. Ho iniziato a ballare dieci anni fa e da allora non ho più smesso”.

Quali erano i tuoi tre sogni?
“Il primo era quello di ballare con gli artisti internazionali che per me erano il top. Ho passato tanto tempo a vedere i loro video su Youtube e a sognare un giorno di poterli anche solo incontrare. Il secondo era quello di diventare maestro di ballo e il terzo, per niente banale, quello di aprire una scuola tutta mia. Strano ma vero, non chiedermi come, sono riuscito a realizzarli tutti e tre”.

Guido Bachatero è il tuo nome d’arte. Che significato ha?
“Nel mondo della bachata, per anni, quando chiedevi a qualcuno del settore di dirti il nome di un artista molto bravo nessuno sapeva dare una risposta. Forse perché reputavano la bachata uno stile molto banale. Io invece ho cercato su internet e ho scoperto dei personaggi meravigliosi, scoprendo, tra le altre cose, uno stile che qui in Italia non c’era ancora. Così mi sono creato il mio nome e il mio stile e ho cercato di differenziarmi dalla massa. Ho iniziato così il mio percorso nel tentativo di fare qualcosa di diverso. Ho lavorato come animatore nelle discoteche per farmi vedere e ho cercato di acquisire esperienze e competenze attraverso stage presso diverse scuole e diversi insegnanti. Nessuno però riusciva a darmi quello che volevo, così ho cercato, senza presunzione, di crearmi uno stile mio nel tentativo di divulgarlo. Ho trovato molti consensi e tanti, invece, che mi dicevano che la mia non era una bachata. Sono riuscito a diplomarmi e a diventare maestro, fino a quando, nel 2012, sono riuscito a fondare il mio progetto (non amo chiamarla scuola).

Com’è stato questo approccio imprenditoriale al mondo del ballo?
“Ho fatto tutto da solo, gestendo la parte amministrativa, fiscale, legale e operativa della mia scuola. E’ stato massacrante. La passione e il sostegno dei miei genitori, però, mi hanno permesso di realizzare questo sogno. L’ho chiamata ASD Primera Vez (Prima Volta, ndr), perché la prima volta è importante per tutti. Volevo che il mio progetto avesse un senso. Il nome non ha a che fare con il ballo, ma, come la prima volta di ogni cosa, resta nel cuore. Sono arrivato ad avere 80 allievi. Una soddisfazione immensa. Certo, i cavilli burocratici, legali e fiscali fanno paura e il rischio di rimetterci personalmente è molto alto, ma per ora è un progetto che porto avanti con ottimi risultati”.

Per te il ballo, nonostante l’aspetto imprenditoriale, non è un lavoro. È una scelta?
“Assolutamente si. Per esempio, sai qual era l’unica differenza tra me e gli altri artisti presenti al BachataDay? Che loro vivono di questo. Io no. Io lo faccio per passione, ho un altro lavoro. Sono impiegato in un’azienda di telecomunicazioni. Lascio che le due cose corrano su due binari paralleli. Non voglio che il ballo diventi un’ossessione. Se mettessi la bachata in tutte le mie giornate, inevitabilmente con il tempo verrebbe meno l’entusiasmo e io non voglio che accada. Bisogna darsi delle regole, altrimenti non duri 10 anni. I miei competitor, facendolo per lavoro, hanno iniziato a vedere le persone come banconote. E’ triste. Giustamente se lo fai per lavoro devi viverci, ma non è quello che voglio io. Poi io sono un romanticone. Nel mio futuro vedo una famiglia e voglio un impiego stabile che possa garantirmi serenità. Il ballo in Italia non può darti sicurezza economica”.

A che punto è la tua disciplina in Italia?
“C’è un concorso in Italia che si chiama BachataDay. È il primo congresso nato in Italia che, da quattro anni, raccoglie tutti gli artisti di fama mondiale, esperti in bachata, e li mette su un palco. E sai una cosa? Molti sono gli stessi artisti che guardavo io 10 anni fa su Youtube. Anche quest’anno ho partecipato e per me è sempre una grande emozione. Negli ultimi anni la bachata ha preso molto piede in Italia. Ogni volta che si va in discoteca con doppia sala, la serata latino non manca mai”.

Te lo ricordi il tuo approccio al mondo del ballo?
“Tutto è iniziato in un villaggio turistico all’età di 15/16 anni. Un giorno sentii una canzone e l’istruttore iniziò a ballare quella che secondo lui (ride, ndr) era una bachata. Io mi innamorai di quel ritmo. Ricordo che la canzone era Obsesion degli Aventura. Ho iniziato a capire che volevo imparare, così ho frequentato una scuola a Garbagnate Milanese per due anni e poi ho iniziato a studiare per diventare maestro”.

Il ballo, come tutte le attività fisiche, non può essere per sempre. Come si può fare i conti con una passione a tempo determinato?
“L’unico modo per mantenere la passione attiva a lungo è creare la possibilità di trasmetterla, di lasciare il tuo bagaglio culturale a un tuo allievo”.

Qual è stato il momento più emozionante della tua carriera?
“Avere tre sogni e realizzarli tutti e tre, credimi, è molto emozionante. Sicuramente diventare insegnate e sentirmi riconosciuto in quanto tale dai miei allievi, che mi chiamano master, è una cosa che riempie il cuore di emozione e di orgoglio. Il riconoscimento più grande è senza dubbio vedere che loro, a loro volta, vengono riconosciuto grazie a quello che gli ho insegnato. È una cosa bellissima. Uno dei momenti più emozionanti, però, resta la fondazione della scuola. La cosa bella è che quando realizzi un sogno, poi devi intentarne ancora qualcuno perché bisogna sempre sognare. Un altro momento molto emozionante è stato quando, in vacanza a Santo Domingo, patria della bachata, sono andato in un locale del posto dove era in corso una gara. Ho partecipato e sono arrivato secondo. E’ stata una cosa bellissima. Pensa, abbiamo partecipato senza pagare nulla e abbiamo vinto dei soldi. In Italia partecipi pagando e vinci una medaglia. E’ una questione culturale”.

Hai mai pensato di andartene dall’Italia per inseguire il tuo sogno?
“Ho un amico che vive in Australia e mi ripete sempre “Guido, se venissi qui apriresti la tua scuola e vivresti di questo”. Ma, come ti ho già detto, la cosa avrebbe dei lati positivi e dei lati negativi”.

Cosa si nasconde dietro la voglia di una persona di iniziare a ballare?
“Il ballo molte volte è una cura. C’è una componente psicologica molto forte. Le persone vedono nel ballo un’esigenza di socializzare. Vengono a ballare le persone sole, quelle che vogliono sentirsi parte di qualcosa di nuovo, quelle che cercano un nuovo habitat, quelle introverse, chi vuole tenersi in forma, gli amanti del ballo e chi, invece, vuole solo rimorchiare (ride, ndr). Il ballo ti fa crescere e ti permette di cambiare”.

Come sono le tue lezioni?
“Il fatto che per me il ballo non rappresenti un lavoro, mi permette di approcciarmi ai miei allievi alla pari: entrambi veniamo da 8 ore di lavoro. Per me è una passione, ma capisco che ci sia chi invece ha voglia di sfogarsi e liberare la mente. A volte sorvolo anche sull’aspetto tecnico: se esagerassi probabilmente si addormenterebbero. La cosa che dico sempre, però, è che la prima regola è divertirsi, la seconda imparare. E’ il giusto compromesso che mi permette di scherzare con loro e di essere contento, tutte le volte che stacco dal lavoro, di vederli e di passare qualche ora con loro”.

La bachata è un ballo molto sensuale. Hai una partner fissa?
“La passione per il ballo mi ha permesso di conoscere Debora, la mia ragazza, con la quale condivido sia il palco che la vita di tutti i giorni”.

Al di là del ballo, quali sono le tue passioni e i tuoi interessi più grandi?
“Anche grazie ai miei studi ingegneristici (ho studiato ingegneria informatica per tre anni senza conseguire la laurea) sono un patito Apple. Mi piace molto l’informatica, l’elettronica e la tecnologia. Il calcio, per esempio, non mi interessa assolutamente e la mia ragazza lo apprezza molto!! (ride, ndr)”.

Che sogni hai per il futuro?
“Il futuro è tutto da vedere. Il mio sogno è di riuscire a mantenere quello che ho. Non è semplice, anzi, è molto faticoso. Fino a quando ho la possibilità di lasciare qualcosa di mio sono contento”.

Grazie per la bella chiacchierata Guido. Passiamo ora ai tuoi twig, quali storie vuoi segnalarci?
“La prima storia che vorrei segnalarvi è quella di Lorenzo Tocco, il ragazzo che vive in Australia di cui ti ho parlato prima. La seconda, invece, è quella di Giovanni Palmieri, alias Scacco Matto, un cantante pop a mio avviso molto bravo”.

Federico Ciapparoni

 

 

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LA LOCATION - DOVE SIAMO:

Lomazzo, Anfiteatro di Viale Somaini, angolo Viale Trento