COMUNITÀ PASTORALE DI LOMAZZO - Festa del Crocifisso e Perdon d'Assisi - Chiesa di San Siro

GIOVEDÌ 3 AGOSTO
20.45 S. Messa con riflessione di P. Rinaldo
Bacio del Crocifisso

VENERDÌ 4 AGOSTO
16.00 ESPOSIZIONE E ADORAZIONE Eucaristica
17.00 Vespri e Benedizione Eucaristica
20.45 S. Messa con riflessione di P. Rinaldo
Bacio del Crocifisso

SABATO 5 AGOSTO
17.00 S. Messa con riflessione di P. Rinaldo
20.45 Preghiera per l’Indulgenza del "Perdon d'Assisi"
Bacio del Crocifisso

DOMENICA 6 AGOSTO - TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE
20.45 VESPRI E PROCESSIONE CON IL CROCIFISSO
Via Milano - Via Mazzini - Via del Rampanone
P. IV Novembre - Via Pace - sosta in Brolo S.Vito
Via Pace — Via Unione - P. Volta - Via Milano
e rientro alla chiesa di San Siro.

LUNEDÌ 7 AGOSTO 20.45 S. Messa

DURANTE IL TRIDUO È APERTA IN ORATORIO
LA PESCA DI BENEFICENZA

 

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LA TRADIZIONE DELLA FESTA DEL CROCIFISSO E DEL "PERDON D'ASSISI"

La celebrazione in forma solenne del "Perdon d'Assisi" è una delle tradizioni della chiesa di San Siro in Lomazzo e si rinnova ogni anno a inizio agosto. Si tratta di una tradizione specificatamente Lomazzese, che si svolge derogando al calendario universale della Chiesa cattolica di rito latino. 

Per antichissima consuetudine, la comunità di San Siro ha unito due festività religiose normalmente distinte, la festività del santo Crocifisso e la ricorrenza del "Perdon d'Assisi" in un'unica celebrazione. Infatti la festa del Crocifisso, nel calendario cattolico si venera alternativamente il 3 maggio (Inventio Crucis - Ritrovamento della Croce) oppure il 14 settembre (Exaltatio Crucis - Esaltazione della S.Croce).

Probabilmente vi è un legame con l'usanza del rito greco di celebrare all'inizio di agosto la processione con l'effige della Croce. Ancora oggi, nelle Chiese di rito greco, il 1° agosto si compie la Processione del venerabile Legno della Croce, un rito nato nella capitale bizantina per benedire la città e diffuso nel mondo bizantino. Furono forse antichi pellegrini a portare dall'oriente all'occidente, fino a noi, questa usanza dei riti orientali? Impossibile determinarlo. Fatto sta che è da tempo immemorabile che a Lomazzo San Siro si rinnova di anno in anno la tradizione di solennizzare la Festa del Crocifisso a inizio agosto.

Alla tradizione della processione con il santo Crocefisso alla prima domenica di agosto, la comunità locale ha nel tempo abbinato la celebrazione in forma solenne del Perdono d'Assisi.

Anche in questo caso non vi sono testimonianze che tengano traccia dell'epoca a cui risalga l'origine di questo abbinamento. Certamente si tratta di un'usanza molto ricca di significato: l'unione del Perdono d'Assisi alla Festa del Crocifisso sembra voler efficacemente sottolineare, attraverso l'accostamento delle due celebrazioni, il legame di fede che intercorre fra una e l'altra. L'aver unito la celebrazione del "Perdon d'Assisi" a quella del santo Crocifisso sembra infatti voler rimarcare che, secondo la fede, la remissione dei peccati e il perdono delle colpe non deriva dai nostri meriti, ma unicamente da un dono, dalla grazia redentrice di Gesù Crocifisso.

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Siro_(Lomazzo)

 

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IL PERDONO D'ASSISI, COS'È E COME SI CELEBRA

Nella fede cristiana il Perdono di Assisi è un'indulgenza plenaria (ossia la remissione di tutte le colpe) che San Francesco d'Assisi ottenne da papa Onorio III il 2 agosto 1216 dopo aver avuto un'apparizione presso la chiesetta della Porziuncola ad Assisi. 

COME NASCE IL "PERDONO D'ASSISI"?
Proprio alla Porziuncola, il Santo d’Assisi ebbe la divina ispirazione di chiedere al papa l’indulgenza che fu poi detta, appunto, “della Porziuncola o Grande Perdono”, la cui festa si celebra il 2 agosto. 
S. Francesco, in una notte del luglio 1216, mentre stava in ginocchio innanzi al piccolo altare della Porziuncola, immerso in preghiera, vide all’improvviso uno sfolgorante chiarore rischiarare le pareti dell’umile chiesa. In una luce sfavillante, gli apparve la visione di Gesù e Maria. Il Redentore chiese al suo Servo quale grazia desiderasse per il bene degli uomini. S. Francesco umilmente rispose: “Poiché è un misero peccatore che Ti parla, o Dio misericordioso, egli Ti domanda pietà per i suoi fratelli peccatori; e tutti coloro i quali, pentiti, varcheranno le soglie di questo luogo, abbiano da te o Signore, che vedi i loro tormenti, il perdono delle colpe commesse”. “Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande - gli disse il Signore -, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza”.

LA RICHIESTA A PAPA ONORIO III 
Alle prime luci dell’alba, quindi, Francesco, prendendo con sé solo fra' Masseo, si diresse a Perugia, dove allora si trovava il Papa. Il Pontefice, ascoltato il racconto della visione dalla bocca del Poverello di Assisi, chiese per quanti anni domandasse quest’indulgenza. Francesco rispose che egli chiedeva “non anni, ma anime” e che voleva “che chiunque verrà a questa chiesa confessato e contrito, sia assolto da tutti i suoi peccati, da colpa e da pena, in cielo e in terra, dal dì del battesimo infino al dì e all’ora ch’entrerà nella detta chiesa”. Si trattava di una richiesta inconsueta, visto che una tale indulgenza si era soliti concederla soltanto per coloro che partivano per la Terrasanta.

Il Papa, infatti, fece notare al Poverello che “Non è usanza della corte romana accordare un’indulgenza simile”. Francesco ribatté: “Quello che io domando, non è da parte mia, ma da parte di Colui che mi ha mandato, cioè il Signore nostro Gesù Cristo”. Nonostante, quindi, l’opposizione della Curia, il pontefice gli accordò quanto richiedeva (“Piace a Noi che tu l’abbia”). Sul punto di accomiatarsi, il Pontefice chiese a Francesco – felice per la concessione ottenuta – dove andasse “senza un documento” che attestasse quanto ottenuto. “Santo Padre, - rispose il Santo - a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l'opera sua; io non ho bisogno di alcun documento, questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli Angeli i testimoni”. L’indulgenza fu ottenuta, quindi, “vivae vocis oraculo”.

QUANDO VENNE ISTITUITA UFFICIALMENTE?
Il 2 agosto 1216, dinanzi una grande folla, S. Francesco, alla presenza dei vescovi dell’Umbria con l’animo colmo di gioia, promulgò il Grande Perdono, per ogni anno, in quella data, per chi, pellegrino e pentito, avesse varcato le soglie del tempietto francescano. Nel 1279, il frate Pietro di Giovanni Olivi scriveva che “essa indulgenza è di grande utilità al popolo che è spinto così alla confessione, contrizione ed emendazione dei peccati, proprio nel luogo dove, attraverso san Francesco e Santa Chiara, fu rivelato lo stato di vita evangelica adatto a questi tempi”.

COME RICEVERE L'INDULGENZA 
La possibilità di ricevere l'indulgenza del Perdono di Assisi è stata estesa a tutte le chiese parrocchiali e francescane e, nella chiesa parrocchiale di San Siro in Lomazzo è celebrata da tempo immemore in occasione della festività del Santo Crocifisso.

Per ricevere l'indulgenza plenaria del Perdon d'Assisi e la remissione delle colpe è necessario accostarsi al sacramento della Confessione e, con l'animo libero da qualsiasi attaccamento al peccato, ricevere la Santa Comunione, recitare il Credo, visitare la chiesa parrocchiale e pregare secondo le intenzioni della Chiesa.  La comunità parrocchiale è solita stabilire un momento comunitario per recitare insieme la preghiera per l'acquisto dell'indulgenza del Perdon d'Assisi.

 

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