Kandinsky per i bambini - Visita al Mudec a Milano

Sabato 18 marzo 2017 - ritrovo ore 13:30 in stazione a Lomazzo

 


ore 13:44 - Partenza in treno da Lomazzo

Ritrovo da altre stazioni da concordarsi con i partecipanti

ore 15.15 - Arrivo a Milano Cadorna

ore 15.15 - Ingresso al Mudec, Milano

 

Info e prenotazioni: tel. 031 901210 cell. 333 5838234

email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ingresso, visita guidata e microfonaggio - Quota € 21,00 adulti; € 17,00 bambini - escluso trasporto.

Prenotazioni fino a esaurimento posti.

 

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AGGIORNAMENTO:

Dopo il successo di iscrizioni per la data di Sabato 18 marzo (i posti sono andati quasi tutti esauriti), vi proponiamo, sempre con CulturaInTour, una seconda data per la visita alla splendida mostra su Kandinskij: Domenica 2 aprile 2017. Per la data di Domenica 2 aprile è possibile iscriversi a uno dei seguenti due gruppi: o alla visita guidata specifica per i bambini e le famiglie, oppure ad una visita più specifica per un pubblico generico e in particolare per gli adulti.

Nella data di Domenica 2 aprile 2017 la partenza in treno per Milano sarà un'ora più tardi, alle ore 14:44 da Lomazzo.

La quota è invariata: € 21,00 adulti; € 17,00 bambini.

La quota comprende ingresso, visita guidata e microfonaggio - trasporto escluso

Prenotazioni fino a esaurimento posti.

Info e prenotazioni: tel. 031 901210 cell. 333 5838234 email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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LA MOSTRA AL MUDEC A MILANO. 

Kandinskij, il cavaliere errante. In viaggio verso l’astrazione

E’ al fondatore dell’astrattismo, Vasilj Kandinsky, che il MUDEC - Museo delle Culture di Milano dedica una delle più importanti mostre d'arte di quest’anno.

Tante le opere offerte in visione, molte delle quali ancora sconosciute al pubblico italiano. Il periodo a cui si riferiscono abbraccia la produzione di Kandinskij, dai suoi esordi fino al 1921, anno in cui, raggiunta ormai la maturità artistica, decise di trasferirsi definitivamente in Germania. Alcune di loro provengono dai più importanti musei russi. 

L’obiettivo del percorso è di rendere chiaro ai visitatori il senso e l’origine dell'astrattismo e dei codici simbolici elaborati dall’artista.

La metafora di un viaggio, fra scienza e arte, vissuto come una avventura che coinvolge e che trasporta all’interno dei suoi quadri. In fondo questo era l’intento di Kandinskij più volte dichiarato nei suoi scritti. “Per anni - ha puntualizzato - ho cercato di ottenere che gli spettatori passeggiassero nei miei quadri: volevo costringerli a dimenticarsi, a sparire addirittura lì dentro“.

Ed è proprio a questo che si devono preparare i visitatori: a farsi rapire, nel vortice di quell’astrattismo che ha mosso i primi passi nella cultura popolare e poi si è evoluto fino a raggiungere le più sublimi espressioni.

Con l'ausilio di specifici strumenti multimediali, il visitatore potrà “entrare” nei suoi dipinti astratti e percorrerli, in un'esperienza inedita e affascinante.

 

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IL PITTORE. VASILJ KANDINSKIJ


Nato nel 1866 nell’ambito di una famiglia colta dalle origini russo-germaniche, Kandinskij ha seguito gli studi classici e musicali. All’università studia giurisprudenza ma si interessa molto di più di etnografia, alla ricerca delle origini della cultura del suo paese. Attratto dalle espressioni ancestrali e più autentiche e ataviche, decide di approfondire lo studio dei diritto penale del popolo dei komi e dei ziriani stabilitisi nel governatorato di Vologda.
E lì scopre molto. Si imbatte in canzoni che rappresentano delle vere e proprie memorie storiche, disegna, scrive. Si innamora di quelle atmosfere, le cerca e vuole compenetrarle.  Raccoglie e pubblica canzoni popolari, esegue disegni, appunta un Diario di viaggio. In quei villaggi sperimenta una rivelazione: «Nelle loro isbe mi sono imbattuto per la prima volta in questo miracolo, che in seguito divenne uno degli elementi del mio lavoro. Qui ho imparato a non guardare al quadro generale dall'esterno, ma a ruotare intorno a esso, vivere in esso. Quando sono entrato nella stanza, la pittura mi ha circondato, e sono entrato in essa». 

«Il colore è la tastiera - scrive nel saggio “Lo spirituale nell’arte” del 1911 che contiene la teorizzazione della sua pittura - gli occhi sono il martelletto, l’anima è un pianoforte con molte corde.
L’artista è la mano che suona, toccando un tasto o l’altro, per provocare vibrazioni nell’anima”.

Il suo primo acquerello astratto risale al 1910. Due anni dopo era già tempo per la sua prima personale. Nel 1921 decise di trasferirsi in Germania. Una quindicina di anni dopo, le sue origini russe attirarono l’attenzione dei nazisti e quindi fu costretto a cambiare di nuovo residenza per evitare le conseguenze delle accuse di bolscevismo che gli erano state indirizzate. Si trasferirì quindi in Francia in un sobborgo di Parigi, Neuilly-sur-Seine, dove morì nel 1944. La sua ultima grande tela, “Tensions dèlicates” risale ad appena due anni prima.

 

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IL MUDEC A MILANO

MUDEC Museo delle Culture - via Tortona 56, CAP 20144 Milano

Link al sito del Mudec: http://www.mudec.it/ita/mostra-kandinskij-mudec-milano/