Auser Insieme Lomazzo, e il gruppo Nordic Walkink Lomauser, organizzano la serata:

CAMMINO DI SANT'AGOSTINO. 620 km di tracciati e sentieri in Lombardia.

 

Presentazione fotografica della rete di percorsi

tra parchi naturali, boschi, fiumi, laghi, basiliche, musei, ville. Tutti da fare!

Illustrata e commentata da Renato Ornaghi,

presidente dell’Associazione "Il Cammino di S. Agostino",

autore della guida Il Cammino della Rosa

 

Venerdì 17 febbraio 2017 - ore 20:45 - in sala Colmegna - piazza Volta, Lomazzo

 

Auser Insieme Lomazzo – Piazza Volta, 2 Lomazzo
Telefono : 02 96778054 ; e-mail : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Aperto : Martedì e Venerdì dalle ore 14:00 alle ore 17:00

Nordic Walking Lomauser: https://www.facebook.com/groups/429068797249654/

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CAMMINO DI SANT’AGOSTINO (Sancti Augustini Iter)

Da un’intervista fatta all’ingegner Renato Ornaghi…

In che cosa consiste il progetto del Cammino di Sant’Agostino?
Il Cammino di Sant’Agostino consiste in un percorso lungo 350 km, percorribile a piedi o in bicicletta in circa 14 giorni. È un percorso circolare che parte e arriva a Monza e collega i 25 santuari mariani della Brianza. Successivamente il pellegrino può continuare il suo percorso verso Milano, fino ad arrivare a Pavia. Questo cammino è raggiungibile anche da Genova lungo la Via del Sale. Grazie al cammino è possibile collegare i luoghi della testimonianza religiosa in Brianza e si può vedere tutto ciò che essa ha da offrire. Questo cammino, infatti, passa anche per i 9 parchi della Brianza (tra cui Parco del Curone, Parco di Monza, ecc.).

Perché il Cammino è dedicato a Sant’Agostino?
Questo cammino è dedicato a Sant’Agostino, nato e morto in Africa, ma durante una crisi religiosa nel IV secolo d.C. si stabilì nella Brianza, precisamente a Cassago Brianza, dove si convertì.
In Lombardia sono quindi presenti 3 luoghi di memoria di Sant’Agostino:
- MILANO, dove è stato battezzato da Sant’Ambrogio;
- CASSAGO BRIANZA, dove ha vissuto la conversione;
- PAVIA, dove è stato sepolto.
L’idea di questo cammino, a lui dedicato, è quindi quella di portare sulla sua tomba passando per tutti i luoghi della sua memoria.

Da chi è stato sviluppato il progetto?
Il progetto del Cammino di Sant’Agostino della Brianza è stato sviluppato dall’associazione culturale «Cammino di Sant’Agostino» sulle ombre del Cammino di Santiago de Compostela. Più precisamente, questo progetto è stato ideato dall’ingegner Renato Ornaghi, anche se attualmente l’associazione è composta da 30 soci.

Perché è nato il progetto?
Questo progetto è nato perché il territorio della Brianza ha un enorme patrimonio turistico importante ma mancava un elemento di unione tra tutte queste attrattive (architettura, presenza di ville di delizia, monumenti storici a partire dall’epoca ante romana fino all’800, parchi, fiumi, vicinanza con Milano, patrimonio alimentare e paesaggistico, ecc.). Tra tutte queste risorse ci sono anche i 25 santuari mariani (così chiamati in quanto in questi luoghi è apparsa la madonna) distribuiti tra le province di Como, Lecco e Monza.

Quando e come è avvenuta l’inaugurazione del Cammino?
L’inaugurazione del Cammino di Sant’Agostino è avvenuta nel 2008 con una camminata inaugurale con Lions Club. Venticinque tra gli enti del club hanno adottato ognuno un santuario, in modo tale da percorrere tutto il cammino tratto per tratto.

Che tipo di turismo vuole proporre?
Questo cammino vuole proporre qualcosa che mostri la bellezza della Brianza.
Si tratta, infatti, di un turismo religioso, in quanto collega i 25 santuari mariani e permette al pellegrino di cercare la sua spiritualità. Esso, però, può essere percorso anche semplicemente per provare un’esperienza lenta ed ecosostenibile. Il percorso effettuato a piedi, appunto, è molto utile per far riscoprire tutte le attrattive turistiche del luogo, che altrimenti con mezzi diversi non si riuscirebbero ad osservare.
Il cammino è, inoltre, anche una proposta di sostenibilità, in quanto non coinvolge l’utilizzo di auto o altri mezzi di trasporto che provocherebbero inquinamento.

Il percorso è indicato da una segnaletica?
Per tutto il percorso sono presenti delle segnaletiche costituite da una freccia gialla che riporta il logo del cammino, ovvero una rosa. La segnaletica è stata inaugurata nel giugno 2011.

Chi ha ideato il logo presente sulla freccia del Cammino?
La scuola grafica di Giussano (Istituto Modigliano) ha effettuato un concorso per disegnare il simbolo per il Cammino di Sant’Agostino e la vincitrice è stata una studentessa del quarto anno che ha disegnato, appunto, una rosa che indica la forma del percorso del Cammino.

Sono presenti nel luogo delle strutture ricettive e ristorative?
Per quanto riguarda l’ospitalità, nelle varie tappe del cammino sono presenti alcuni luoghi dove potersi fermare la notte a prezzi molto economici (€ 5, 10, 15 a notte). Sono infatti stati creati alcuni network di luoghi d’accoglienza come B&B, hotel, piccoli esercizi ed affittacamere.
Il progetto però ha intenzione di promuovere un’ospitalità che coinvolga di più anche i privati e quindi offrire una maggiore ospitalità ai turisti.

Che cos’è la Credenziale del pellegrino?
La Credenziale del pellegrino è una specie di documento di viaggio che accompagna sempre il pellegrino durante il suo cammino. In un certo modo costituisce l’attestazione di quello che sarà il suo percorso e l’arrivo a destinazione per ognuna delle tappe.
Su questo foglio viene apposto un timbro ad ogni tappa che viene effettuata presso i 25 santuari mariani, così da attestare il pellegrinaggio che si sta compiendo.
Con questa Credenziale c’è la possibilità di usufruire anche di sconti particolari.
Fino ad ora sono state distribuite circa 12.000 credenziali e tra queste circa il 15/20 % risultano interamente completate.

Dove è possibile trovare ulteriori informazioni a riguardo?
L’associazione culturale «Cammino di Sant’Agostino» ha un sito Internet dove è possibile trovare tutte le informazioni di cui si necessita.
Link:
http://www.camminodiagostino.it/

Altre informazioni a riguardo, inoltre, si possono acquisire anche dal libro:
«Il Cammino di Sant’Agostino» di Renato Ornaghi.

 

 

 

 

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IL VIDEO DI TV2000

 

 

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I 25 santuari mariani, che costituiscono le 25 tappe del Cammino, sono:

1. Santuario di Santa Maria delle Grazie (Monza)
La chiesa-santuario di Santa Maria delle Grazie a Monza e l’attiguo convento furono costruiti tra il 1463 e il 1467, nel periodo in cui vi si stabilirono i Frati Minori.
L’edificio vero e proprio della chiesa è preceduta da un porticato sorretto da quattro colonne a lato del quale è la porta del convento. Nel 1579 a poco più di cent’anni dall’erezione del santuario a motivo della profonda spiritualità che anima il luogo meta di molti pellegrini lombardi, il Papa Gregorio XIII dichiara l’altare che custodisce la Veneratissima Immagine della Madonna delle Grazie “Altare Privilegiato”.
Solo però nel 1621 la tela dell’Annunciazione viene trasferita dall’altare del Coro a quello maggiore per consentire una migliore vista e devozione ai pellegrini che arrivano sempre numerosissimi.

2. Santuario della Beata Vergine delle Misericordia (Vedano al Lambro)
Il Santuario sorge nell’omonima Via della Misericordia. La chiesetta, poi dichiarata Santuario della Madonna della Misericordia, risale al periodo della celebre peste manzoniana.
È difficile stabilire l’origine della devozione verso la Madonna della Misericordia. La tradizione popolare vorrebbe che, in tempo di pestilenza, molta gente fuggendo dinanzi alla strage che il terribile morbo faceva, si accampasse in mezzo ai boschi. Ma anche qui li raggiunse il flagello, per cui non sapendo a chi ricorrere, devoti come erano, si rivolsero fervorosamente alla Madonna. E la Madonna apparve sopra un albero, recando in braccio il Bambino, in atto buono e consolatore. La peste subito scomparve.

3. Santuario della Madonna del Borgo (Lissone)
A Lissone una antica immagine della Madonna dipinta su di un muro, conforto per i pellegrini di passaggio e aiuto per i contadini, è stata l’occasione col tempo per costruire una piccola chiesa, nota come Madonna del Borgo. In realtà il piccolo edificio sacro è dedicata alla Vergine Assunta in cielo.
La struttura architettonica cinquecentesca aveva già la forma che conosciamo oggi con la presenza di una unica entrata con un dipinto posto in una nicchia esterna del muro. Questo dipinto molto probabilmente è l’immagine originaria della devozione alla Madonna. Al posto della porta principale esisteva in origine una finestra riparata da una grata di legno, in modo che si potesse pregare quando la chiesa era chiusa.
L’edificio venne restaurato, ridipinto e abbellito di suppellettili e sopra l’altare fu posta la statua della Vergine.

4. Santuario di S. Maria Assunta (Triuggio)
La chiesa-santuario dedicato alla beata vergine dei Miracoli sorge a Rancate, una frazione di Triuggio. L’edificio attuale fu costruito agli inizi del Seicento su prescrizione del cardinale Federico Borromeo arcivescovo di Milano sul luogo di una precedente cappella che risaliva al Cinquecento e che era dedicata alla Vergine Maria Assunta.
Al suo interno si trovano diversi gioielli artistici fra cui sicuramente merita una menzione speciale la pala d’altare che raffigura la Madonna e a cui si attribuisce un evento miracoloso. Questa pala venne trasferita nella nuova destinazione da una precedente cappella eretta, nel 1507, nello stesso luogo, sulla sponda del Lambro, a ricordo di un’apparizione della Madonna a due bambini in pericolo, uno dei quali, sordomuto, acquistò la parola per poter raccontare agli altri la Celeste Apparizione.

5. Santuario della Madonna di S. Valeria (Seregno)
Il santuario è stato costruito in stile neogotico, a croce latina con tre navate. È situato nell’omonimo quartiere, in fondo ad un viale alberato che prende proprio il nome di viale del Santuario. In quest’area è attestata da diversi documenti la presenza di luoghi dedicati al culto religioso fin dal XII secolo, sebbene i riferimenti siano imprecisi e difficilmente interpretabili.

6. Santuario della Madonna del Pellegrino (Desio)
Il moderno Santuario della Madonna Pellegrina a Desio è stato costruito verso il 1950 su iniziativa di un cittadino della città come ex-voto per una grazia ricevuta dalla Madonna. In seguito ad una gravissimo incidente automobilistico la sua vita era seriamente compromessa, ma l’invocazione alla Vergine lo trasse dal pericolo.
Questa origine, quasi contemporanea, rende il santuario caro agli abitanti della cittadina e a tutti coloro che lo visitano.

7. Santuario di Santa Maria della Frasca (Cesano Maderno)
Il Santuario di S. Maria delle Grazie detta anche alla Frasca si trova nella frazione di Binzago nel territorio del Comune di Cesano Maderno. In antico l’edificio era annesso a un convento di monache Umiliate.
All’interno, sull’altare, è conservata l’antica immagine devozionale della Vergine col Bambino che in precedenza era conservata sull’altare di destra, dove ora si trova l’immagine della Sacra Famiglia.

8. Santuario della Madonna della Neve (Cucciago)
Il Santuario della Madonna della Neve è il simbolo distintivo di Cucciago, piccolo paese in provincia di Como. Iniziato nel 1733, il santuario venne ultimato nel 1863. Esso ha un’origine antica, essendo stato costruito su una chiesa preesistente.
Il questo santuario, il 5 di agosto di ogni anno, si celebra la festa della Madonna della Neve e, insieme, la festa di tutto il paese.

9. Santuario della Madonna dei Miracoli (Cantù)
Il Santuario della Madonna dei Miracoli di Cantù trae la sua origine da un episodio miracoloso accaduto verso la metà del Cinquecento. Sorge sul luogo dove su un “rozzo pilastro” era dipinta l’immagine di S. Maria Bella, qui le persone pie si affidavano in preghiera alla Madonna. In quel periodo la Brianza e i territori vicini furono afflitti da una grave carestia che mise a dura prova le popolazioni residenti. L’intervento della Vergine mise fine alla tragedia e procurò la fine della carestia. Gli abitanti di Cantù decisero di erigere un tempio su questo luogo in cui per tradizione la Madonna apparve ad una fanciulla del posto e le annunciò il finire di una terribile carestia. Il 6 settembre dell’anno 1554 fu posta la prima pietra benedetta e nel 1555 il Santuario fu ultimato e consacrato.

10. Santuario della Madonna di Rogoredo (Alzate Brianza)
Il Santuario della Madonna di Rogoredo, dedicato a S. Maria Nascente, si alza nel bel mezzo di una delle più belle valli dell’alta Brianza a ridosso della grande brughiera del Terrò. Nella tradizione religiosa locale vengono ricordati molti miracoli attribuiti alla Vergine che è stata effigiata in una nicchia della cappella nel mezzo del bosco ricco di querce.
Tra i miracoli, si segnala quello di un fanciullo di sei anni, muto, e quello di una giovane, pure muta, che incominciarono a parlare. Probabilmente questa cappella era stata innalzata per proteggere e rincuorare i viandanti che percorrevano la valle del Terrò, che già nel nome ricorda l’insicurezza del luogo, le paure e gli spaventi dei viaggiatori.
La tradizione orale contadina locale al riguardo lascia pochi dubbi: sono numerosi i racconti e le storie che descrivono le vicissitudini di molti viandanti che nel loro viaggio invocarono la Madonna e per questo motivo furono graziati dai banditi che infestavano i boschi.

11. Santuario di Santa Maria della Noce (Inverigo)
Il Santuario di Santa Maria della Noce prende origine dalla devozione popolare delle persone di Inverigo, che vollero ringraziare la Madonna per aver soccorso e protetto due bambini che si erano smarriti in un bosco. L’episodio risale probabilmente al 1501. Secondo quanto tramanda il popolo, la Vergine apparve loro sopra un albero di noce, con in braccio il Bambin Gesù e li portò in salvo.
La costruzione della chiesetta in pietra inizia nel 1519. Al suo interno è conservata la sacra effige della Madonna col Bambino, dapprima venerata come Madonna delle Grazie, poi come Madonna del Pane ed infine come Santa Maria alla Noce. Nel 1582 a seguito di una visita di San Carlo Borromeo, vescovo di Milano, si decise di costruire un Santuario vero e proprio.

12. Santuario di Nostra Signora di Lourdes (Monguzzo)
La trasformazione a Santuario dell’edificio sacro è relativamente recente dato che risalga all’anno 1902. Il santuario si trova su una piccola altura che domina e si affaccia su una delle più belle viste dell’intera Brianza. Lo sguardo infatti spazia dalle Grigne al Resegone, dal Monte Barro al Campanone della Brianza e la vista spesso si immerge nelle ormai non più azzurre acque del lago di Pusiano e di Annone.
L’interno del Santuario si presenta architettonicamente alquanto semplice. L’edificio presenta una sola navata ed ha un transetto occupato da due cappelle laterali con rispettivi altari dedicati alla Vergine Immacolata ed alla Vergine del Carmelo.
Entrando nell’edificio si può notare sulla destra una scritta che ricorda al visitatore le diciotto apparizioni di Lourdes, mentre sulla sinistra sta scritta una preghiera alla Vergine di dantesca memoria, tratta dal XXXIII canto del Paradiso. Sulla destra si può inoltre osservare un affresco raffigurante san Giuseppe con il Bambino, sulla parete opposta, l’immagine della Madonna della Divina Grazia, quale ringraziamento per lo scampato pericolo della peste degli animali.

13. Santuario della Madonna di San Calogero (Caslino d’Erba)
Il Santuario domina dall’alto il corso del Lambro. Questo santuario è una specie di casa lauretana tutta costruita in pietra, protesa a vegliare sul territorio di Erba.
Riguardo a questo santuario si tramanda una storia di una apparizione della Madonna. Essa si trovava sul ballatoio di una casa i cui proprietari avevano un figlio che non camminava e non parlava. La madre non poteva mai lasciarlo solo. Venne il giorno in cui sola in casa la donna è costretta ad abbandonarlo sul ballatoio. Prima di lasciarlo si rivolge alla Vergine ed in tono confidenziale le dice: “curalo tu adesso”. Al ritorno trova il figlio che sta mangiando una mela che si trovava in un cesto posto su un tavolo. La donna esterrefatta esclama :” Ma chi ti ha dato quella mela?” “Quella Signora mi ha detto di prenderne una risponde il ragazzo indicando la Madonna!”.

14. Santuario della Madonna del Latte (Valmadrera)
La parrocchiale di san Martino a Valmadrera sorge sopra un promontorio sulla destra del torrente Inferno in una posizione dominante rispetto al territorio circostante. Il primo insediamento medioevale aveva probabilmente funzioni militari di avvistamento, dato che consentiva il controllo della strada che da Garlate e Galbiate portava da Bergamo a Como. E’ presumibile che sia stato trasformato in luogo di culto sul finire del XIII secolo.
Dedicata da principio a san Martino la chiesa tuttavia conservava un’immagine tardogotica della Madonna del Latte molto venerata dalla popolazione locale.

15. Santuario di Santa Maria Madonna della Neve (Pusiano)
Costruito nel 1578, il santuario della Madonna della Neve sorge sulle pendici del monte Cornizzolo, proprio sopra l’abitato di Pusiano. E’ posto in una bella posizione panoramica ed è raggiungibile attraverso un’incantevole passeggiata da cui si godono pittoreschi scorci del centro storico e delle sponde del lago con l’Isola dei Cipressi.
Molto interessante è il sentiero impreziosito da una serie di cappelle con formelle artistiche raffiguranti i misteri del Rosario. A differenza di altri luoghi di culto dedicati alla Madonna della Neve, dietro alla costruzione di questo santuario non c’è in realtà un avvenimento miracoloso particolare: più semplicemente, la lunga tradizione di Pusiano nel venerare la Madonna con feste popolari (che si tengono ancora oggi in Agosto, con splendidi fuochi di artificio sul lago) ha portato all’edificazione di questo santuario, che sorge su una sorta di balconata naturale che domina su tutto il lago di Pusiano e da cui si gode una splendida vista anche su buona parte dell’alta Brianza.

16. Santuario della Madonna di Bevera (Barzago)
Nella frazione di Bevera di Barzago si trova il santuario di Santa Maria Nascente, teatro di una storia leggendaria, che ha tuttavia un solido rapporto con eventi realmente accaduti. La costruzione è attribuita alla famiglia Sirtori, ma esistono diverse versioni rispetto alle motivazioni che indussero questa nobile famiglia a volere questa chiesa. La più plausibile, racconta che una fanciulla, minacciata da un signorotto locale, si sia rifugiata presso un altare dedicato alla Madonna. Maria le sarebbe apparsa e le avrebbe parlato confortandola. In seguito la famiglia Sirtori, interessatasi alla vicenda, avrebbe fatto costruire il Santuario, consacrato nel 1603.

17. Santuario della Madonna di Czestochowa (Valgreghentino)
Il santuario dedicato a Papa Giovanni Paolo II e alla Madonna di Czestochowa, è ubicato nella frazione Dozio nel comune di Valgreghentino a circa 600 metri di altitudine nel cuore della Brianza settentrionale.

18. Santuario della Madonna Addolorata (Airuno)
Il Santuario della Beata Vergine Addolorata o “della Pace” o “della Rocca” è, assieme con la chiesa dei santi Colombano e Gottardo di Arlate, il luogo di culto più antico della Pieve di Brivio. Il Santuario sovrasta il paese di Airuno dalla cima di una collina di pietra calcare posta a nord, a poco meno di 400 m di altezza. Dal piazzale della chiesa si gode una splendida visuale sulla Valle dell’Adda e sul paesaggio che la circonda, in un luogo suggestivo per la straordinaria bellezza. Il nucleo originario del santuario era costituito da una chiesetta posta entro le mura di una rocca fortificata.
Si presume che il culto mariano era già presente nel territorio e si è rafforzato qui nel XVI e XVII secolo. Tale rafforzamento ha promosso il restauro e l’abbellimento della chiesa.
L’interno del Santuario presentava dipinti e affreschi raffiguranti Maria, i Santi e Cristo, ora quasi totalmente persi. L’unico affresco rimasto raffigura un Compianto di Cristo fra santi e un orante. In particolare Maria tiene in grembo il corpo morto di Gesù e ai suoi lati sono riconoscibili, a sinistra, san Giovanni e san Cristoforo, a destra, la Maddalena, san Rocco ed un religioso domenicano orante.

19. Santuario della Madonna del Sasso (Colle Brianza)
Sulla strada che conduce al colle del San Genesio, fra i castagni ed un ramo del torrente Molgora, si incontra un edificio di culto che deve la sua origine ad un fatto miracoloso: l’apparizione della S. Vergine alla vedova Giovanna Fumagalli, avvenuta il 23 luglio del 1657 mentre la donna pascolava il suo gregge (madonna che, oltre ad aver lasciato la sua impronta nella roccia ove nell’Ottocento è stata poi eretta una santella con affresco, le apparve per ben tre volte nella cosiddetta “Valle dei Sapelli” e che operò prodigiose guarigioni registrate nell’Archivio parrocchiale di Giovenzana).
Il 27 novembre del 1707, Francesco Pizzagalli, nativo di Cagliano, per riconoscenza verso la Madonna del Sasso, dalla quale aveva ricevuto molte grazie, si rivolse all’Autorità ecclesiastica diocesana per avere il permesso di erigere sul suo fondo una cappella che presto sarebbe diventata una vera e propria chiesa.
Eretto nel secolo scorso dai padri domenicani sul luogo dell’evento soprannaturale, malgrado lo scetticismo delle autorità dell’epoca, il santuario della Madonna del Sasso si presenta con una semplice aula dalla fronte a capanna con ambiente a tazza e presbitero a botte.
Restaurato dopo un incendio nel 1881 al sacello fu aggiunto un portico ligneo retto da due colonne. L’interno presenta, infine, decorazioni di gusto neobarocco e moderno.

20. Santuario della Beata Vergine del Carmelo (Montevecchia)
Il Santuario della Beata Vergine si trova in cima al colle di Montevecchia, nel bel mezzo della Brianza. Si può raggiungere tramite una lunga scalinata di circa 180 gradini costeggiata da cipressi.
Nella sacrestia del Santuario si conserva il il trono ligneo della Madonna che fu realizzato nel Cinquecento. Oltre alla statua in legno dorato della Vergine con il Bambino, nel santuario si conserva un pregevole baldacchino cinquecentesco in legno intagliato e dorato, retto da colonnine a spirale sormontate da una corona.
L’origine del culto mariano in questo Santuario risale dunque al Seicento, confortato nel 1640 dalla istituzione della confraternita della Beata Vergine del Carmelo. Questa associazione di fedeli si diffuse rapidamente nella popolazione. Sin dalla sua fondazione seicentesca il santuario divenne meta di frequenti pellegrinaggi da parte dei contadini che pregavano la Madonna perché salvaguardasse le attività agricole e, con l’evolversi delle attività, anche la bachicoltura.
Collocato sul punto più alto della collina di Montevecchia, il santuario domina magnificamente tutta la pianura brianzola e nelle giornate più serene è possibile scorgere la città di Milano e gli Appennini.

21. Santuario di S. Maria Nascente (Merate)
Il luogo di Sabbioncello si trova nelle vicinanze del comune di Merate, lungo la strada provinciale che da Milano porta a Lecco. L’edificio attuale viene edificato a partire dall’anno 1805, in sostituzione di una chiesetta precedente, descritta nelle cronache diocesane dell’anno 1280. Il convento francescano venne fondato nel 1540 a seguito di Bolla Pontificia di Papa Paolo III.

22. Santuario della Madonna del Bosco (Imbersago)
La storia del santuario inizia nel 1615, quando cominciano a girare in paese voci di presunte apparizioni avvenute nel bosco soprastante. La figura apparsa viene descritta come quella di una grande Signora, con luci celestiali e musiche armoniose.
Gli avvistamenti avvengono nei pressi della Sorgente del Lupo, nome dovuto agli animali che infestavano la regione. Attorno alla sorgente crescevano tre grossi castagni. Il 9 maggio 1617 tre piccoli pastorelli, mentre pascolavano il gregge, assistono ad una di queste visioni. Alla fine uno dei tre bambini, un certo Pietro, scorge tra i rami un riccio maturo, completamente fuori stagione. La scoperta fece gridare al miracolo, e gli abitanti locali iniziarono a praticare il culto della Beata Vergine che, in pochi anni, attira fedeli da tutto il milanese e dalla bergamasca. Per i primi anni la manifestazione di fede si limitava alle preghiere, e alla presenza di un quadretto sull’albero che aveva ospitato la visione. Il luogo divenne famoso col nome di Madonna del Riccio, o Madonna delle Castagne.

23. Santuario della Madonna della Rocchetta (Cornate d’Adda)
A picco sull’Adda, intorno alla fine del 1300 venne realizzata una piccola chiesetta, dedicata alla Madonna. Sono tante le storie che si raccontano e si tramandano attorno a questa semplice ma bella chiesa. Una di queste narra che la sua costruzione fu il dono di un pescatore per il suo salvataggio dalle acque mulinanti dell’Adda: in pericolo di vita aveva implorato l’aiuto della Vergine Maria pregandola di salvarlo dalla tempesta.

24. Santuario della Beata Vergine del Lazzaretto (Ornago)
Il Santuario è stato edificato su un luogo ritenuto miracoloso, ai confini del paese. La titolazione deriva dalla presenza, nel medesimo posto di una piccola cappella votiva in ricordo della peste del 1576. La sua storia inizia tuttavia solo agli inizi del Settecento in concomitanza con lo scoppio di una grande siccità che colpì tutta la zona di Vimercate. Nell’anno 1714 praticamente si prosciugarono tutti i pozzi. In queste condizioni un gruppo di pastori preoccupati per la sopravvivenza non solo del bestiame ma anche delle loro famiglie, la sera del 19 aprile 1714 si riunirono in preghiera nel bosco detto Brugarolo, nel territorio di Ornago, attorno a quella piccola cappella a ricordo della peste e dedicata alla Madonna soccorritrice delle anime del Purgatorio.
I pastori chiesero aiuto alla Vergine e miracolosamente furono esauditi: non piovve, ma dal terreno stesso trasudò una notevole quantità di acqua che soddisfece il loro bisogni e le necessità della popolazione.
Da allora quella fonte d’acqua è ancora attiva. Intervenne l’autorità ecclesiastica per verificare i fatti e dopo un processo canonico, i cui atti sono conservati nell’archivio diocesano, giunse alla conclusione il fatto era veramente miracoloso.

25. Santuario della Beata Vergine del Rosario (Vimercate)
L’attuale Santuario della Madonna del Rosario in origine era noto come chiesa di Santa Maria. La costruzione sorgeva probabilmente nel vecchio castro come attesta una pergamena del 1063, che cita una chiesa di “Santa Maria del Castello”.
Annessa alla chiesa doveva esserci una Canonica per la vita comune del clero, mentre il Battistero plebano a forma ottagonale era quasi sicuramente costruito sul lato meridionale.

 

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