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Incontro con l'Autore - Chiara Moscardelli

Sabato 21 gennaio 2017

ore 16:30

presso la Biblioteca Civica Giuseppe Canobbio

piazza Brolo San Vito - Lomazzo

 

Introduce il dialogo Benedetta Centovalli

docente universitario e critico letterario.

 

L'autrice Chiara Moscardelli presenterà il suo ultimo libro, "Volevo solo andare a letto presto" - Giunti Editore

Il libro è disponibile presso la Libreria Edicolé - Mondadori Point, di Alessandro Pessini - via Pace 1 - Lomazzo

http://www.edicolelomazzo.it/

 

L'EVENTO SU FB: https://www.facebook.com/events/348364925562510/

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L'AUTRICE - CHIARA MOSCARDELLI 

Chiara Moscardelli, romana, vive a Milano. Volevo essere una gatta morta, suo romanzo d’esor­dio (ripubblicato da Giunti in edizione tascabile nel 2016), ha avuto un grande successo di pubblico e di critica, di­ventando in breve un libro di culto. Nel 2013 è uscito per Einaudi La vita non è un film, mentre nel 2015 Giunti ha pubblicato con grande successo Quando meno te lo aspetti.


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LA TRAMA DEL LIBRO - "VOLEVO SOLO ANDARE A LETTO PRESTO"

Agata Trambusti è una giovane donna ipocondriaca e un po' nevrotica. Cresciuta nel borgo hippy di Calcata, fuori Roma, da una madre single, ideologica e innamorata di cristalloterapia che le ha vietato tutte le cose piacevoli dell'infanzia - tra cui la televisione - ora Agata vive a Roma, lavora in una casa d'aste ed è una fan sfegatata di telenovelas brasiliane. Ma il suo quieto, piccolo mondo va in frantumi quando si "scontra" con un uomo misterioso durante un sopralluogo in una villa sull'Appia per la valutazione di alcuni quadri. Chi è? Che cosa vuole da lei? Perché la segue persino a Barcellona durante un secondo sopralluogo? Agata è letteralmente travolta da Fabrizio Calcaterra. Vorrebbe liberarsene, ma capisce ben presto che non può. I due sono legati a doppio filo: perché c'è un mistero dietro i quadri che solo Agata potrà svelare e perché entrambi sono in pericolo. Rischiano soprattutto di lasciarsi andare...

 

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DALLA SCOPPIETTANTE AUTRICE DI VOLEVO ESSERE UNA GATTA MORTA E QUANDO MENO TE L’ASPETTI, UNA COMMEDIA DIVERTENTE, BRILLANTE E SENTIMENTALE.

Ipocondriaca, ossessiva, maniaca del controllo e sfegatata di telenovelas brasiliane: del resto che cosa aspettarsi dopo un'infanzia trascorsa in un borgo hippy, senza tv, con una mamma fissata con la cristalloterapia, un padre non ben identificato e tanti amici che danzano in giro, spesso senza vestiti?
E' comprensibile che a trentacinque anni Agata Trambusti voglia avere il pieno controllo di ogni aspetto della sua vita e detesti qualsiasi fuoriprogramma. Inclusa la pioggia, e quella mattina si è messo a piovere sul serio, mentre in tailleur e chignon Agata varca il cancello di una villa sull'Appia per valutare alcuni quadri che il proprietario vuole mettere all'asta. Ma la pioggia non è niente rispetto a quello che la aspetta: in meno di un minuto la sua tranquilla esistenza si trasforma in un rocambolesco film d'azione, a partire dall'uomo misterioso - terribilmente somigliante a Christian Bale! - che Agata mette ko con due abili mosse di krav maga prima di darsela a gambe. Ma che cosa sta cercando quell'uomo? E perché le sta improvvisamente alle calcagna?
Tra una fuga nei vicoli più sordidi di Barcellona, le minacce di uno strozzino di quartiere e un losco traffico di falsi d'autore, Agata dovrà per una volta dar ragione al suo psicologo e lasciarsi risucchiare dal vortice impazzito degli eventi. E delle emozioni. Perché sarà proprio questa la partita più dura.
Dalla scoppiettante autrice di ''Volevo essere una gatta morta'' e ''Quando meno te lo aspetti'', una commedia esilarante e intelligente dove il vero pericolo è quello di imbattersi nella felicità.

Leggi un estratto del libro. Clicca qui

 

 


PILLOLE

"Fu allora che lo colpii, con il palmo della mano, dal basso verso l'alto. Dritto sul setto nasale.
Lo vidi sgranare gli occhi e portarsi le mani al viso. Mi spaventai.
- Oddio scusa, scusa! - Macché scusa, quello era uno stupratore!
- Porca miseria, mi hai rotto il naso. -
- Te l'avevo detto che facevo krav maga! - dissi, e ne approfittai per dargli una spinta violenta e allontanarlo."

Agata, trentacinquenne che lavora in un'importante casa d'aste, fin dalla prima pagina ci assorbe nel suo mondo dove non c'è spazio per la sbavature, per il caos e il disordine di ogni tipo. Si parte dalla sua casa che sembra un obitorio: pochissimi mobili e neanche un acaro in giro; la sua scrivania, poi, dove la simmetria nelle cose è fondamentale; il suo abbigliamento da "suocera" o da Equitalia che nascondono le sue curve da donna e i colori del suo carattere. E' che Agata sta ancora subendo gli effetti della vita di sua madre sulla sua infanzia: hippy inguaribile che venera la libertà della propria individualità. Tutto questo la blocca nella sua vita, è come se avesse un nodo emotivo, le dice il suo strambo psicologo. Però tutto questo fa sì che Agata mantenga il controllo della sua vita: niente sentimentalismo ed emotività.

"La vita può giocare scherzi strani e se per qualcuno questo è un bene, per me non lo era affatto. Perché quando ti sembra di aver capito tutto, quando sembra che i tuoi piani stiano procedendo come li hai programmati nel dettaglio, allora succede qualcosa che rimescola le carte in tavola e sconvolge tutto.
Il segreto consiste nel non dare retta a quel qualcosa, non buttarsi a capofitto verso l'ignoto ma rimanere ben saldi al sicuro e riprendere il controllo della situazione. Il rischi non fanno per me."

Peccato che Agata non ha fatto bene i suoi conti, perché la sua vita sta per essere stravolta da un mistero da risolvere che riguarda il suo lavoro e un quadro scomparso. Ad essere scomparso è anche chi ha commissionato la sua casa d'aste e pare che tutti lo stiano cercando. A partire da quell'uomo che continua a inseguirla, quell'altro che ha malmenato e a cui poi ha chiesto scusa, il desiderio di scoprire chi sia sua padre e un amore che va e viene, ostacolato dalle differenze caratteriali e anche dalla nostra protagonista che ha troppa paura di liberarsi dalle sue stesse regole e, sostanzialmente, di vivere la vita così com'è.

" - Porca miseria - esclamò.
- Non riesci ad andare più veloce? -
- Come faccio? -
Intanto mi ero volta per guardare se l'uomo con il neo ci stava ancora seguendo. Era a un passo da noi.
- Aspetta un momento - gli gridai.
Mi sollevai la gonna all'altezza delle mutande, sotto gli occhi sbalorditi di un uomo che non avrebbe mai dovuto vedere uno spettacolo del genere."

Chiara Moscardelli fa centro, ancora una volta, con la sua penna sciolta, fluida e umoristica, capace di spazzare via il malumore e i pensieri del lettore; e ancora una volta ha creato una protagonista buffa in cui ha concentrato tutti i cliché dell'imperfezione che caratterizza tutte noi donne e che amiamo ritrovare nelle nostre eroine sotto forma di carta stampata. Complici anche tantissime scene ridicole e inverosimili, ma così comiche che spesso mi sono ritrovata a ridere di gusto mentre il tempo passava e le pagine si susseguivano senza sosta. Volevo solo andare a letto presto è assolutamente uno spasso, imperdibile!

"Dicono che la vita sia composta da una serie di istanti, grandi e piccoli, felici e tristi. E sono proprio quei momenti che le danno forma e significato. Fuggire significava scegliere di non vivere."

 

     

 


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GLI ALTRI LIBRI DI CHIARA MOSCARDELLI

 

Volevo essere una gatta morta

 

La vita non è un film 

 

Quando meno te lo aspetti

 

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Vi aspettiamo sabato 21 gennaio in biblioteca

per la presentazione del libro di Chiara Moscardelli!

 

 

 

 

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