FACCIAMO UN GIOCO? 

MOSTRA dell'Artista ANTONIO MARCIANO - l'Arte con i chiodini.

Da sabato 4 febbraio 2017 - presso la Biblioteca Civica G. Canobbio di Lomazzo

Inaugurazione: Sabato 4 febbraio 2017 alle 18.00. 
All’inaugurazione parteciperà l’associazione Helianto,
che proporrà un reading di testi che contrappongo il gioco d’azzardo con il Gioco ludico.


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Laboratori con l'Artista

Laboratori gratuiti, dedicati a genitori e figli di età compresa tra i 4 e i 14 anni.
I laboratori saranno condotti dall'artista Antonio Marciano;
le griglie create verranno unite per formare un grande Quadro del Gioco.
Al sabato pomeriggio, dalle 16:00 alle 18:30, presso i diversi Comuni della Bassa Comasca:

18 febbraio - Lomazzo, Salone Garibaldi, pz. IV Novembre
4 marzo - Bregnano, Centro Polifunzionale, via N. Sauro
18 marzo - Vertemate, Biblioteca, via Vittorio Veneto
1 aprile - Cadorago, Auditorium, via A. Manzoni
22 aprile - Grandate, Centro Polisportivo, via S.Pos
13 maggio - Turate, Municipio, via Vittorio Emanuele


A cura di ASCI Azienda Sociale Comuni Insieme
In collaborazione con i Comuni di Lomazzo, Bregnano, Vertemate, Cadorago, Grandate, Turate
Comune di Lomazzo - Assessorato alla Cultura - Assessorato al Sociale - Biblioteca Civica G. Canobbio

 

 

     

    

 

L'AUTORE
Antonio Marciano nasce a Saronno nel 1975. Dopo aver frequentato il liceo artistico di Busto Arsizio, si diploma in decorazione all'Accademia di Brera. L'artista varesino è divenuto famoso per il particolare strumento che utilizza per fare arte: le sue opere sono interamente realizzate come una combinazione di chiodini colorati.
Da dieci anni Antonio Marciano è presente in diverse esposizioni personali e collettive; ha ricevuto riconoscimenti nazionali e internazionali. Dal 1994 al 2000 ha lavorato per la Galleria Bianca Pilat di Milano, con la quale ha partecipato a mostre collettive alla Galleria Bianca a Mi-Art a Milano, Chicago, Toronto, Montreal. Nel 1997 ha esposto presso la Galleria Bianca di Milano e a Mi-Art. Nel 1998 ha esposto a Palazzo Te di Mantova. Nel 1999 è presente alla mostra Flowers alla Sotheby’s Gallery di Roma e al Salon dei Salons, presso l’Accademia di Belle arti di Milano. Nel 2001 e nel 2002 allestisce due personali a Milano presso La Casa 139 e al Plastic. Nel 2004 è premiato al concorso di pittura città di Saronno e nel 2004 è presente a Talk to the city,presso la Fabbrica del vapore di Milano.
La sua ricerca, come quella di molti artisti, è strettamente segnata dalle tappe della propria esistenza. Nonostante la sua grave malattia, non ha mai smesso di meravigliarsi di fronte alla bellezza del mondo, e proprio come un bambino ha reso protagonisti della sua arte i chiodini giocattolo Quercetti.

LE OPERE
Le opere d’arte create con i “chiodini colorati” che faranno parte della mostra rappresentano paesaggi e fiori. L’artista, all’interno di una stanza, guarda fuori e celebra il mondo esterno con un lavoro paziente di composizione, eseguito punto per punto. Lo opere di Marciano sono visivamente sempre gioiose e semplicissime, immediate e piene di quello spirito fatto di Gioco, gioia, impegno e condivisione.

IL MATERIALE ESPOSTO
3 opere con tema fiori, misure 90x70, peso 8 kg
1 opera con tema fiori, misure 220x50, peso 8 kg
1 opera linea rainbow misure varie da definire
1 opera con tema montagna, misure 190x150, peso 14 kg
1 opera con tema bosco innevato, misure 190x150, peso 14 kg
1 opera da terra con fiori, misure 80x60 

LE FINALITA' DELLA MOSTRA
La mostra e il laboratorio dell’artista Antonio Marciano a Lomazzo approfondiscono il tema del gioco e dimostrano come il gioco possa svilupparsi nell'arte. La tematica sviluppa un tema particolarmente interessante dal punto di vista sociale. L'interesse sociale è sviluppato per antitesi: in antitesi allo sviluppo positivo del gioco, in campo sociale sono intatti temi di forte attualità le evoluzioni negative del gioco, come ad esempio il problema dell'azzardo, con le sue negative conseguenze. Il tema del gioco si presta quindi a evoluzioni diametralmente opposte e tra le finalità di questa mostra, sostenuta da ASCI Lomazzo, vi è proprio la volontà di valorizzare il Gioco come condivisione e svago, contrapposto al gioco d’azzardo come veicolo di isolamento sociale.

INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA
La mostra di Antonio Marciano sarà inaugurata sabato 4 febbraio 2017 alle 16:30 presso la Biblioteca Civica G. Canobbio di Lomazzo. All’inaugurazione parteciperà l’associazione Helianto, che proporrà un reading di testi che contrappongono il gioco d’azzardo con il Gioco ludico. Le letture vedono la presenza di 2 attori che saranno affiancati da un musicista. Al termine del Reading verrà offerto un aperitivo con piccolo buffet a tutti i presenti.

 

 

I LABORATORI ESPRESSIVI PER I BAMBINI
Parallelamente alla mostra verranno attivati dei laboratori artistici per i bambini. I laboratori sono aperti a bambini e genitori della Scuola Primaria e Secondaria di Primo Grado. È molto importante che i bambini affianchino i genitori nella riscoperta del Gioco come momento di condivisione, creatività e abilità, in contrapposizione al gioco d’azzardo come momento di isolamento, in cui l’abilità e la creatività non hanno spazio.

Per il genitore giocare e svolgere attività con il proprio figlio significa: entrare in sintonia con il mondo del proprio bambino e stimolare un sano e più efficace attaccamento affettivo; divertirsi con i figli, lasciare fuori di casa il ruolo dell’adulto impegnato e mantenere viva la propria parte infantile e creativa; conoscere sempre meglio i bisogni dei bambini e ampliare le proprie capacità di empatia (riconoscere le emozioni, identificare i sentimenti, sentirsi partecipe dei vissuti dell’altro, identificare e rispondere ai bisogni emozionali...); avere occasioni diverse per comunicare e passare messaggi di diverso tipo; essere un modello più consapevole di comportamenti e reazioni; Il gioco può facilmente diventare una forma relazionale per gli adulti che possono riprendere in mano la loro creatività e gioia di vivere, sperimentando il divertimento fine a se stesso e il piacere di stare con l’altro. Il gioco non ha bisogno di premi e risultati e ognuno sceglie il proprio ruolo e che cosa vuole fare.

Il progetto nasce per dedicarsi momenti di gioco speciale insieme al proprio bambino. Le coppie bambino-genitore sono coinvolte in un gioco di interazione: non occorre sapere e non ci sono regole rigide; si sta in contatto con il bimbo e il conduttore guida il gruppo nel tema centrale che sarà quello di costruire insieme un grande MURALES DEI GIOCHI, “Quelli che io e te papà o mamma amiamo fare insieme”. Gli incontri per mamme o papà permettono ai genitori e bimbi di sperimentare una relazione emotiva e creativa attraverso il linguaggio del gioco. Le coppie saranno guidate attraverso un'esperienza artistica che andrà ad arricchire la comunicazione e l'intimità genitori-bambini, forgiando le competenze di complicità relazionale nel quale è spesso il figlio che guida il genitore nel piacere di costruire un’opera artistica insieme. Infine si chiude con il cerchio che è il momento d’incontro e ascolto, una semplice forma di unione, condivisione nella comunicazione verbale.
Il laboratorio ha quindi la valenza di un percorso di arricchimento delle risorse espressive e comunicative del genitore con il proprio bambino e viceversa, oltre che di educazione alla relazione nella coppia bimbo genitore.

Numero incontri
4 incontri da 2,5 ore compresa l’accoglienza. 1 incontro a febbraio, 2 incontri a marzo, 1 incontro ad aprile.
Ad ogni incontro il lavoro finito verrà conservato dagli organizzatori.
I partecipanti potranno ritirare i propri lavori alla fine degli incontri.

Partecipanti
Genitori e Bambini Scuola Primaria e Secondaria di Primo Grado.
A seconda dello spazio a disposizione verrà stabilito un numero massimo di partecipanti.

Materiali
Griglie preforate in plastica 21x16 => almeno 2 per partecipante.
Chiodini a base tonda => almeno 2 pacchi da 1000 per partecipante.

 

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Il gioco è l’attività più significativa per lo sviluppo intellettivo del bambino, perché quando gioca, sorprende se stesso e nella sorpresa acquisisce nuove modalità per entrare in relazione con il mondo esterno, si ritrova e si conosce: giocando, infatti, ogni individuo riesce a liberare la propria mente da contaminazioni esterne e ha la possibilità di scaricare la propria istintualità ed emotività. L’attività ludica è essenziale alla vita dei bambini e necessita di tempo, luoghi e materiali, ma soprattutto di stimoli e rispetto da parte di chi gli sta vicino. I bambini hanno bisogno di giocare con gli adulti perché è questa la modalità più funzionale alla comunicazione. Attraverso il gioco condiviso si possono conoscere i bambini, alimentare la loro curiosità e fantasia, mantenendo intatta quella parte infantile ancora viva negli adulti e che gli permette di comprendere i bisogni dei bambini. Divertendosi con loro è possibile rendere ricca la relazione con i figli e tenere vivo l’Io Bambino, la parte ricca e creativa che gli adulti ancora possiedono.


Per i bambini tutto può diventare gioco purché sia caratterizzato dal piacere, dalla curiosità, dalla totale mancanza di finalità (almeno da parte del bambino). Il gioco è piacere di stare insieme, manipolare oggetti e materiali, provare a far succedere ed osservare le reazioni degli altri e degli oggetti. La crescita e l’identificazione nel ruolo sociale di ragazzo e poi adulto porta a perdere il carattere di giocosità dell’attività ludica, il gioco si svolge per distrarsi o per vincere. Eppure l’adulto ha spesso ricordi ed esperienze molto interessanti rispetto a questo ambito e facilmente può tornare un po’ bambino. La tipologia e la qualità del gioco fatto con i figli è diversa, sempre più si guarda insieme la televisione o il computer, si gioca ai videogiochi e sempre meno si gioca a pallone o alle bambole. Sempre meno genitori e figli svolgono giochi di ruolo (soldatini o personaggi), di costruzione (dall’uso delle costruzioni di vario genere al creare un oggetto) o intellettivi. Si potrebbe dire che per i bambini giocare e svolgere attività con gli adulti di riferimento significa usufruire di uno spazio di condivisione delle emozioni con l’adulto, in cui sentirsi ad un livello quasi paritario con l’altro, ribaltando momentaneamente i ruoli e le funzione.