Il Gatto con gli Stivali - Fiaba in musica 

9 Settembre alle 21.00 in Brolo San Vito a Lomazzo.

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Officine dell'Arte - Corpo Musicale G. Puccini - Comune di Lomazzo - Biblioteca Civica

vi invitano a prendere parte ad una bellissima serata di musica e recitazione.

  

Venerdì 9 Settembre 2016 alle ore 21:00 in Brolo San Vito a Lomazzo, il nuovo anno Officine inizia in maniera strepitosa con una collaborazione stimolante e assolutamente inedita con il Corpo Musicale G.Puccini: insieme vi racconteremo la storia del Gatto con gli stivali. Uno spettacolo per grandi e piccini assolutamente da non perdere!

Le musiche dello spettacolo, in gran parte di Angelo Sormani, saranno eseguite dallo storico Corpo Musicale lomazzese sapientemente diretto dal M° Simone Butti.

La parte teatrale scritta e diretta da Mariolina Sala, invece, vede in scena Josie Fiasché nei panni del Gatto, Matteo Valtorta in quelli del figlio minore (in questa versione Malùk) e la stessa autrice nei panni della principessa. Liberamente tratto dalla fiaba di Perrault "Il gatto con gli stivali (Vi giuro che è andata così!)", vi farà rivivere in maniera inaspettata la famosa fiaba del celeberrimo autore.

In caso di maltempo lo spettacolo andrà in scena al teatro Rocchetta.

 

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Il gatto con gli stivali è un'antica fiaba popolare europea, di antichissima origine, già attestata in alcune raccolte fin dal 1500 e divenuta un classico intramontabile, diffusa e raccontata in tutto il mondo.

La storia narra di un ricco e vecchio mugnaio, in punto di morte chiama a sé i suoi tre figli: al figlio maggiore lascia in eredità il suo mulino e il cavallo; al secondogenito viene lasciato il mulo e una casa di campagna; al figlio minore viene lasciato il gatto che amava tanto. Il ragazzo è triste e deluso: cosa se ne fa di un gatto?

Sconsolato, si siede su una roccia a pensare il da farsi, quando il gatto gli dice di non preoccuparsi: insieme faranno fortuna.

Così, il felino si mette all'opera e prende un sacco dove mette della crusca e del cruschello, poi lo lascia vicino ad un fiume: due conigli notano la crusca e entrano nel sacco per mangiarla. Immediatamente il gatto chiude il sacco di scatto. Il giovane si chiede cosa deve farci un gatto con due conigli. Presi due stivali, il gatto si reca al palazzo del re e gli offre in dono i due conigli, portatigli da un certo marchese di Carabàs.

Il gatto porta poi al re della cacciagione fresca, sempre da parte del marchese di Carabàs, e quindi, sotto minaccia, convince dei contadini a dire che le terre che stanno coltivando sono del marchese di Carabàs. E così fanno quando il re decide di fare una passeggiata per il suo regno. Al sentire ancora il nome del marchese di Carabàs, al re viene la curiosità di sapere chi sia questo misterioso e generoso marchese di cui non si è mai sentito parlare, e decide di invitarlo al castello.

Il gatto dice al ragazzo di buttarsi in acqua e di dire di essere stato aggredito e derubato dei suoi abiti. Il piano funziona e il giovane viene invitato al castello, dove conosce la principessa che s'innamora quasi subito di lui.

Il re però gli dice che tra qualche giorno andrà a pranzo nel suo castello. Il giovane deglutisce: e adesso? Ci pensa il gatto che, passeggiando, un giorno vede un castello molto bello. Una delle guardie lo avvisa: il proprietario è una specie di orco mago che uccide chiunque osi sfidarlo. Il gatto si presenta al suo cospetto e gli chiede se è veramente potente come dice di essere, visto che quasi nessuno gli crede.

Per tutta risposta, l'orco si trasforma prima in un feroce leone che terrorizza il gatto, poi torna umano. Il gatto si finge sorpreso e gli chiede, scetticamente, se può trasformarsi in qualcosa di più piccolo: l'orco subito si trasforma in un topolino... per essere così mangiato tranquillamente dal gatto!

Così, il giovane diviene il nuovo padrone del castello: il re capisce che il marchese esiste davvero e gli chiede se vuole sposare sua figlia. Il giovane accetta di buon grado e diventa così principe.

E il gatto dagli stivali diventa un nobile cacciatore, che cacciava i topi solo per divertimento.

 

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