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L'Assessorato alla Cultura della Città di Lomazzo, la Biblioteca Civica Giuseppe Canobbio

e l'Associazione Famiglia Comasca propongono:

 

Rassegna di incontri dialettali - Corso di Dialetto Comasco

Un percorso in cinque puntate per addentrarci in maniera brillante e simpatica

nella lingua e nelle tradizioni del territorio locale comasco,

sia per chi conosce e ama il dialetto, sia per chi non lo conosce e vuole avvicinarsi ad esso. 

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PRESENTAZIONE DELL'INIZIATIVA

Fino a una ventina d'anni fa il dialetto era forse dato per spacciato: quasi nessuno avrebbe scommesso sulla sua sopravvivenza. 

Parlare il dialetto, da "cosa normale" per le vecchie generazioni, era divenuta un'eccezione sempre meno frequente, e tra le generazioni nuove sembrava che nessuno avesse alcun interesse per il dialetto.

Oggi, quasi a sorpresa, ci si accorge che invece l'interesse per il dialetto sopravvive. E non mancano episodi in controtendenza. Il settore musicale ha saputo mostrare che chi usa dialetto per fare musica ha un "audience" persino fra i giovani e che il dialetto, lungi dall'essere una lingua cristallizzata, si presta a novità, prestiti, rimescolanze e dimostra una forza espressiva notevole.

Questo perché il dialetto non è soltanto un semplice idioma, ma una vera e propria arte di comunicare, fatta di espressioni tipiche, detti, metafore, di immagini verbali vivissime, di riferimenti all'esperienza quotidiana, frutto di un'elaborazione che si è modellata nei secoli e che ha portato a raccogliere nei modi di esprimere del dialetto l'atmosfera delle nostre montagne, del nostro lago, delle campagne, delle nostre città e dei nostri paesi. Il dialetto rappresenta un po' il concentrato dei luoghi nei quale si è sviluppato: il dialetto è il distillato del nostro territorio.

Finalmente ci troviamo ad essere tutti d'accordo che le espressioni popolari rappresentino una ricchezza culturale: giustamente ci si interroga su come valorizzarle e su come ritagliare degli spazi per il dialetto, per mantenere nel tempo questo patrimonio lessicale e culturale. 

Per questo, volentieri si propongono le serate della rassegna dialettale che, con taglio simpatico e dialogante, si prefiggono di raccontare alcuni aspetti del dialetto, declinato nei diversi contesti.

Nelle cinque serate della rassegna ci sposteremo in un percorso a 360° sul tema del dialetto. Vedremo come il dialetto ha saputo tenere insieme sia la civiltà popolare, grazie alla quale si è arricchito di una quantità grandissima di modi di dire, con espressioni piene di vivacità, sia la letteratura colta: il nostro idioma dialettale ha ispirato autori, scrittori, poeti e letterati, dando vita a filoni letterari dialettali che oggi vengono riconosciuti e rivalutati.

Questi incontri dialettali vogliono offrire un primo contributo, per intraprendere insieme un viaggio simpatico e allegro, leggero, e a tratti persino umoristico, nel bel dialetto della "Pruincia de Comm"!

Una bella occasione a cui non mancare!

Alberto Monti
Assessorato alla Cultura
Città di Lomazzo

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DATE E LUOGHI DEGLI INCONTRI 

Gli incontri si svolgono alla sera alle ore 21:00, presso la Biblioteca Civica di Lomazzo,

nell'arco di cinque giovedì: da giovedì 20 ottobre a giovedì 17 novembre 2016.

Con la partecipazione degli studiosi del dialetto comasco appartenenti
alla rinomata Sezione Dialetto dell'Associazione Famiglia Comasca,
la storica istituzione che dal 1969 si occupa di cultura e di dialetto nella nostra Provincia.

Nel corso delle serate avremo il piacere di ospitare lo scrittore Emilio Magni,
lo studioso Pierluigi Mascetti, il Vicepresidente Adriano Giudici, l'autore Carlo Bassi,
l'esperto di cucina Franco Graziosi e numerosi altri autorevoli esponenti dell'Associazione Famiglia Comasca.

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PROGRAMMA GENERALE

Giovedì 20 ottobre 2016
Presentazione, con Emilio Magni - Grammatica essenziale del dialett de Comm, con Carlo Bassi
Racconti di cortile, con Adriano Giudici

Giovedì 27 ottobre 2016
Le canzoni della tradizione popolare - con Pierluigi Mascetti e Luciano Ravera

Giovedì 3 novembre 2016
Racconti della tradizione popolare locale

Giovedì 10 novembre 2016
La letteratura dialettale lombarda

Giovedì 17 novembre 2016
Gastronomia e piatti tipici comaschi - con Franco Graziosi

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ISCRIZIONI

Iscrizioni presso la Biblioteca Comunale di Lomazzo. 

La quota di partecipazione è € 25,00 - comprendente:

- L’adesione al corso;
- Il libro “Grammatica essenziale del dialett de Còmm” di Carlo Bassi;
- Il calendario 2017 della Famiglia Comasca;
- Le dispense relative agli argomenti trattati in ogni serata.

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Emilio Magni e Pierluigi Mascetti, noti cultori del dialetto comasco

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RASSEGNA STAMPA

Dalle precedenti iniziative della Famiglia Comasca

Da "Il Corriere di Como"

Pierluigi Mascetti: «Il nostro vernacolo ha un grande fascino e ci permette di salvare le tradizioni»

http://www.corrieredicomo.it/pierluigi-mascetti-il-nostro-vernacolo-ha-un-grande-fascino-e-ci-permette-di-salvare-le-tradizioni/

Trascurato, bistrattato, esaltato. È il destino, volta a volta, del dialetto. Ogni epoca gli riserva uno stato d’animo. Alla lingua dei padri è dedicata oggi la terza edizione della Giornata Nazionale voluta dall’Unione delle Pro Loco d’Italia (Unpli). Una data fissata sul calendario per richiamare alla salvaguardia di un patrimonio linguistico sempre meno parlato.

In controtendenza, la Famiglia Comasca promette entro fine anno un dizionario dedicato al vernacolo locale. L’opera farà seguito alla “Grammatica essenziale del dialètt de Còmm”, curata da Carlo Bassi per l’associazione di via Bonanomi.
Proprio il sodalizio che promuove l’identità e la memoria comense ha una sezione dialettale coordinata da Pierluigi Mascetti, comasco, classe 1941, che grazie alla disponibilità di tre gruppi – “Spindler” di Monte Olimpino, “Due Archi” di Sagnino” e “San Genesio” di Vighizzolo – tiene vivo il vernacolo con spettacoli teatrali. Tra le uscite del 2014, poesie e letture di brani scelti dei “Promessi Sposi” di Piero Collina in dialetto comasco, racconti e canzoni della tradizione popolare, testi e lavori in prosa di Bernardino Malacrida. «Il rapporto con la Famiglia Comasca, per noi, è un grande arricchimento», sottolinea Mascetti.

Come nasce la passione per il dialetto?
«Dall’idea che non vanno assolutamente perse le nostre tradizioni. Agli spettacoli che promuoviamo sono presenti anche tanti giovani. Il dialetto comasco è una lingua ricchissima sotto il profilo culturale. Tante sue espressioni non esistono in italiano. Io mi diletto a tradurre testi classici in vernacolo. Poi, aggiungo, mi faccio lavare i panni nel Lambro… Nel senso che faccio aggiustare le mie traduzioni da chi se ne intende. Con la sezione dialettale intendo riprendere l’iniziativa lanciata dal compianto presidente della Famiglia Comasca Piercesare Bordoli, vale a dire i contatti con le scuole per corsi di dialetto».

Qual è il fascino di questo idioma? 
«È legato alla capacità di esprimere concetti, storie, valutazioni della tradizione popolare. E, ripeto, i giovani ne sono attratti perché certe cose non esistono nella lingua italiana, sono intraducibili. Senza il dialetto, rischiamo di perderle. Questo vale non solo per il vernacolo comasco. Noi proponiamo alcuni spettacoli anche in dialetti diversi dal nostro. Penso alle poesie di Trilussa, in romanesco…».

Qual è la difficoltà maggiore che si incontra nel preservare e tramandare il dialetto?
«Riuscire a coinvolgere le persone. Chi accetta, poi, ne è entusiasta e ci chiede di ripetere l’esperienza. Ma prima, se ci si limita a presentare iniziative in dialetto basandosi soltanto su manifesti e altre modalità impersonali, è difficile avere risposte positive».

Da dove trae origine il dialetto comasco?
«Da un insieme di dialetti del lago e del vernacolo milanese. Su questi ha saputo innestare una propria specifica identità. E alcune peculiarità sono proprio tipiche del dialetto comasco».

Cosa c’è nel nostro dialetto che meglio rappresenta la gente comasca? Si parla sempre della nostra chiusura…
«La chiusura dei comaschi è espressa in poesie sia di Piero Collina, sia di Gisella Azzi. Ma come tratto caratteriale è solo esteriore. Quando si conosce bene il comasco, al posto della chiusura scatta l’apertura. Quella che ci viene imputata è una scorza. Poi, nella concretezza, non si esprime».

Mi dica un’espressione idiomatica dialettale difficile da tradurre.
«Quando chiedi a qualcuno: “Come stai?” e l’interlocutore non è soddisfatto del suo stato può capitare che risponda: “Ghè minga de finì de lamentàs”. Cioè, non si finirebbe mai di lamentarsi. In fondo, un aspetto negativo volto in positivo…».

Marco Guggiari

 

 

 

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Altri interventi sul noto autore dialettale comasco EMILIO MAGNI

Clicca per ingrandire:

    

 

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VOCABOLARIO DEL DIALETT DE COMM di Carlo Bassi

Un'opera di grandissimo valore per il dialetto comasco,

potrà essere acquistata a prezzo eccezionalmente ridotto da quanti parteciperanno alle serate.

 

 

Un vocabolario per il nostro dialetto. “E’ una lingua legata alla vita della gente”

Emilio Magni racconta così alla presentazione del Vocabolario del dialètt de Còmm Edizioni della Famiglia Comasca – 2015 il volume realizzato da un grande cultore della materia Carlo Bassi, già curatore di “Grammatica essenziale del dialètt de Còmm“.

Sfogliare il volume è come riaprire le ante di un vecchio armadio, affacciarsi a una finestra aperta su storie forse ormai dimenticate e un modo diverso di pensare e vivere. Attraverso il vocabolario, infatti, il dialetto torna ad esibire tutta la gamma verbale, suoni, inflessioni, significati, costruiti e trasmessi da generazioni. Un concentrato di ricordi, usanze, comportamenti e valori.

Un vocabolario non si legge tutto d’un fiato come una narrazione, si consulta, ci invita a soffermarsi per capire, gustare ogni parola, qualche aggettivazione azzeccata, taluni termini che indicano mestieri abbandonati, abitudini non più praticate. Sfogliando le sue pagine ci balza agli occhi lo spettacolo di una civiltà ancora legata alla terra, che regola le proprie giornate secondo il ritmo della natura ed anche assumendo abitudini urbane non dimentica quanto ha appreso dalla saggezza, semplice e profonda, dei genitori e dei nonni. (dalla prefazione “il dialetto, un mondo da riscoprire” di Alberto Longatti Presidente 2015 della Famiglia Comasca.)

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