Arte, storia, cucina e società. L'Arcimboldo: gustose passioni

Un percorso nel meraviglioso mondo dell’artista simbolo di Expo Milano 2015, tra le mirabilie della tavola nel Rinascimento e del Cinquecento Lombardo.

Artisti, cenacoli di cultura, antiche accademie e goliardia: uno spaccato curioso di una Milano intrigante, straripante di estro e fantasia.


Giovedì 14 maggio alle ore 21:00 presso il salone Biblioteca

si svolgerà l'incontro letterario con la scrittice KETTY MAGNI.

Rinfresco offerto dal Bar Pasticceria Dolci Tentazioni - via Trento, Lomazzo.

Partecipazione libera e gratuita. Tutta la cittadinanza è invitata.

 

EVENTO su Facebook: www.facebook.com/events/1580010682248683/

 

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Romanzi di Ketty Magni sul tema della storia, della cucina e dell'alimentazione in generale
- L'Arcimboldo, Gustose passioni. Cairo Editore
- Il cuoco del Papa. Cairo Editore
- Il principe dei cuochi. Cairo Editore

 

Arcimboldo, gustose passioni

Il romanzo della scrittrice brianzola racconta e dà vita al personaggio Arcimboldo, la cui opera ha ispirato il logo di Expo 2015.
Ketty Magni, appassionata di storia rinascimentale e di cucina, colora vivacemente la biografia dell’ artista nato a Milano nel 1526 e suggerisce incontri, relazioni e viscerali slanci culinari. Ed è proprio il grande trasporto verso il cibo, la contemplazione visiva e il gusto, a determinare a posteriori la celebrità indiscussa di Arcimboldo, precursore del surrealismo con i suoi ritratti fatti di accumuli e allegorie sorprendenti.
È goloso di cibo e della vita, l’ Arcimboldo descritto da Ketty Magni; nella reggia asburgica, chiamato da Massimiliano II nel 1562, è pittore di corte ma anche scenografo e gran curatore del pittoresco calendario di festività e ricorrenze.
E in appendice al romanzo la sorpresa di venir stuzzicati da un ricettario “rinascimentale”: preparazioni tradotte dall'originale in versione semplificata.

 

Bartolomeo Scappi, Il cuoco del Papa

Nato in una famiglia di umili origini, Bartolomeo Scappi fin da piccolo mostra una spiccata attitudine naturale a districarsi in cucina. E la prima ad accorgersene è la madre che lo sprona a intraprendere la strada per diventare cuoco. Dopo una lunga gavetta nell'Italia settentrionale, la sua carriera lo porta a Roma, a quella corte di sfrenatezze mascherate da castità che è il cuore dello Stato della Chiesa. Qui viene conteso da cardinali e nobili, fino a quando Pio IV lo vuole con sé come cuoco personale. Nelle magnifiche e remote cucine del Vaticano il maestro gastronomo serve più di un pontefice. Lui, che ha placato anche l'appetito smodato dell'imperatore Carlo V, viene convocato da porporati e cardinali ogni qual volta questi devono sfoggiare la propria potenza agli ospiti. Ma il successo a Bartolomeo non basta. Lui ha un sogno segreto, l'Opera, tutto il suo sapere culinario fissato sul bianco delle pagine. E lo vedrà realizzato a settant'anni: un florilegio di ricette regionali italiane come teste di storione con viole paonazze, fegato di vitella con sugo di melangole, piccioni fritti con zucchero e cannella. Ma Bartolomeo coltiva anche un altro sogno, proibito: la bellissima Claudia Colonna. Proverà per lei l'intenso sapore di un amore impossibile che in una notte di passione rubata alle convenzioni dei tempi gli regalerà un figlio che, per quelle stesse convenzioni, non sarà mai suo. In fondo al volume un glossario di termini culinari e 10 ricette rinascimentali.

 

Maestro Martino, Il Principe dei Cuochi

Vero figlio del Rinascimento, Maestro Martino da Como è un uomo dai tanti talenti e dalla profonda erudizione. Sovrano incontrastato delle cucine alla corte degli Sforza, con le sue incredibili ricette dà lustro al casato milanese. Il duca Francesco e la sua augusta consorte Bianca Maria Visconti affidano infatti a lui il compito di organizzare banchetti favolosi, sfoggio della loro potenza economica. Ed ecco che sulla tavola dei signori di Milano, per la meraviglia degli invitati, compaiono leccornie come il cosciotto di maiale spalmato di agliata, il capriolo coperto di peperata gialla, le rane fritte insaporite con la salsa verde: capolavori di gusto e colore i cui tempi di cottura sono calcolati in base alla durata di un Pater Noster o di un Miserere. Maestro Martino si conquista così il favore dei duchi, la cui benevolenza si esprime con una confidenza sempre maggiore che lo porta a conoscere i crucci e le gioie dei signori, a entrare in contatto con i blasonati ospiti. Ma il suo è uno spirito libero e la sua sete di conoscenza non è mai paga. Decide così di lasciare Milano e trasferirsi nella Città Santa al servizio di quel «cardinal Lucullo» – questo il soprannome del camerlengo Ludovico Scarampi Mezzarota, patriarca di Aquileia – noto per la consuetudine di dare banchetti di rara sontuosità. È proprio in veste di cuoco personale del cardinale che maestro Martino tocca la vetta più alta della sua arte raggiungendo una fama che lo consegnerà alla Storia come colui che segnò il passaggio dalla cucina medievale a quella rinascimentale, «il principe dei cuochi». 

 

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