ATTENZIONE - CAUSA POSSIBILI PREVISIONI DI MALTEMPO,

IL CONCERTO PER PIANOFORTE E' SPOSTATO AL COPERTO

PRESSO IL MUNICIPIO - VILLA CERIANI

IN PIAZZA IV NOVEMBRE 4 - ALLE ORE 21:15

   

 

Concerto di pianoforte a quattro mani e poesie di Laura Garavaglia

Mercoledì 27 Luglio - ore 21:00 - Ingresso libero

 

Pianoforte: Tatiana Balocco e Giulia Gangi - Musiche di A.Piazzola, J.Brahms, F.Schubert

Poesie tratte da "Numeri e stelle" Edizioni Ulivo, Balerna, 2015

 

 

 

 

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Tatiana Balocco

Pianista torinese, brillantemente diplomata in pianoforte nel 1993 presso il Conservatorio G. Verdi di Torino ,sotto la guida della Prof. Vera Drenkova. Dal 1993 suona in Duo con il violinista Paolo Bergamin con il quale, grazie ad una borsa di studio della prestigiosa Associazione per la Musica DE SONO di Torino, frequenta il corso triennale di Musica da camera presso la Scuola Superiore Internazionale del Trio di Trieste. Molti i riconoscimenti ottenuti dal pubblico e dalla critica nei concerti e nei concorsi nazionali ed internazionali in duo tra i quali 
I° assoluto “Città di Stresa” e I° assoluto Rovere d’Oro. Ha continuato a seguire corsi di perfezionamento con i maestri W. Krafft, C. Voghera e con la pianista Brigitte Meyer.
Dal 1997 insegna pianoforte come docente di ruolo nelle Scuole Medie ad Indirizzo Musicale. Inoltre dal 2006 collabora con la Divisione Scuole della Yamaha Musica Italia occupandosi della promozione del progetto “Musica a Scuola”, e ed insegnante per i corsi musicali dell’infanzia presso l’Accademia Europea di Musica di Erba.


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Giulia Gangi

Pianista catanese diplomata nel 1994 con il massimo dei voti e la lode presso l’Istituto Musicale “Vincenzo Bellini” di Catania sotto la guida di Agatella Catania, laureata in Pianoforte con la menzione speciale“summa cum laude” alla Musikhochschule di Zurigo nel 1999 sotto la guida di Homero Francesch, e in Sociologia presso l’Università“ La Sapienza” di Roma nel 2006. Studia composizione a Palermo con Eliodoro Sollima tra il 1992 e il ’95, e segue corsi di Perfezionamento Pianistico con Boris Petrushansky, Vera Gornostaeva e Andrzej Jasinski.
Vincitrice di oltre 30 concorsi nazionali, ha al suo attivo un’intensa attività concertistica da solista svolta in Italia e all’estero suonando anche con importanti orchestre italiane e straniere, e coordina il Progetto UniSono, dedicato alla diffusione, lo studio e la ricerca dalle pagine più note a quelle meno conosciute o inedite del repertorio cameristico.
Collabora con le Università “La Sapienza” di Roma e la Libera Università “Kore” di Enna e svolge laboratori su temi concernenti la Filosofia e la Sociologia della Musica. Per l’editore AltriMedia di Matera pubblica nel 2009 il saggio L’ascolto sociomusicologico nel pensiero di Th. W. Adorno, e nel 2011 l’articolo L’immaginazione sonora sul volume Il volo dell’angelo per Bonanno Editore.
Ha pubblicato due raccolte di composizioni per bambini (La musica racconta, Palermo, Neopoiesis, 1996), e sono in uscita due lavori dedicati alle nuove metodologie didattiche musicali applicate all’area infantile. E’ docente di Pianoforte presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali “V. Bellini” di Catania dove insegna anche “Prassi esecutiva e repertorio” e “Tecniche della comunicazione”.

 

 

Le pianiste Tatiana Balocco e Giulia Gangi 

 

 

 

La poetessa, scrittrice e giornalista Laura Garavaglia, fondatrice della Casa della Poesia

   

 

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Laura Garavaglia

Laura Garavaglia è nata a Milano e risiede a Como. E’ stata insegnante e come giornalista ha collaborato con Il Giornale, Il Corriere di Como e Il quotidiano L’Ordine di Como. È direttore responsabile del sito www.protagonisteinrete.it. È socia fondatrice e presidente de La Casa della Poesia di Como (www.lacasadellapoesiadicomo.it), che ha lo scopo di diffondere la poesia attraverso incontri con grandi poeti contemporanei, letture di poesie e musica, poetry slam, ecc.

È curatrice del Festival Internazionale di Poesia “Europa in versi”, evento di respiro internazionale che si svolge annualmente a Como e al quale prendono parte i maggiori poeti contemporanei a livello europeo e internazionale, oltre ad artisti, musicisti, intellettuali e rappresentanti del mondo scientifico. Collabora all’organizzazione del Festival Letterario “Parolario” per la sezione dedicata alla poesia e alla mostra Internazionale di Arte Contemporanea Miniartextil che si svolgono ogni anno a Como e collabora al Festival Poestate di Lugano (CH). Ha partecipato a festival internazionali di poesia in Danimarca, Romania, Macedonia, Turchia, Giappone, dove ha collaborato a due mostre dell’artista Marco Nereo Rotelli.
È membro di giuria del “Premio Internazionale di Letteratura Città di Como” e del “Premio Letterario Antonio Fogazzaro”.

Ha pubblicato le seguenti raccolte di poesia: “Frammenti di vita” (Il Filo, 2009), “Farfalle e pietre” (Lietocolle, 2010), “La simmetria del gheriglio”(Stampa, 2013 con prefazione di Maurizio), “Correnti ascensionali“ (CFR, 2013 con prefazione di Donatella Bisutti), “Numeri e Stelle” con prefazione di Gilberto Isella (Ed. Ulivo 2015), “Duet of Stars”, JUNPA, 2015 (una scelta delle sua poesie tratte da La Simmetria del gheriglio e tradotte in giapponese). Sue poesie sono state tradotte in inglese, spagnolo, rumeno, serbo, albanese, macedone, turco, giapponese e cinese. È socia del PEN Club Italiano, del PEN Club della Svizzera Italiana e del World Poetry Movement. Collabora con saggi e interventi critici con siti dedicati alla poesia (Argo, Verso un’ecologia del verso). Dirige la collana di autori stranieri “Altre Terre” per Lietocolle Editore e collabora con la Gattomerlino Edizioni.
Si interessa a problematiche di genere e ha frequentato nel 2007 il seminario “Donne, politica e istituzioni” presso l’Università degli studi dell’Insubria. Ha inoltre frequentato seminari sui diritti fondamentali nell’ambito dell’Unione Europea.

 

 

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Numeri e stelle - Recensione da Corriere della Sera

La singolarità di questo nuovo libro di Laura Garavaglia è che si tratta di biografie di matematici, raccontate attraverso la loro scoperta fondamentale.

In Italia è quasi del tutto inusuale che un poeta dedichi i suoi versi alle invenzioni matematiche. Ma in forma di ritratti in cui si evince che la vita è determinata dai numeri. Garavaglia aveva già sperimentato i versi matematici nel precedente libro La simmetria del gheriglio (stampa, 2013), in cui l’apprezzamento delle scienze matematiche si manteneva sul generico, anche alcune poesie ne usufruivano positivamente.

In questa nuova raccolta la successione di ritratti incuriosisce per la temerarietà dell’autrice, che avrebbe potuto facilmente scadere nella banalità cronachistica delle rassegne. Invece Laura Garavaglia riesce a mantenere il ritmo adeguato alla difficoltà del pensiero che elabora un evento storico. Inoltre il cenno biografico sugli scienziati che si susseguono, incorniciati in lingua italiana e nelle traduzioni nelle lingue inglese, rumeno, spagnolo.

Per citare qualche matematico: si parte con Archimede (“ogni volume custodito/ nella perfezione del cubo”), e via via appaiono molti altri: Al -Khwarizmi, Fibonacci, Cartesio,Carl Friedrich Gauss, Evariste Galois, Georg Cantor, Bernard Riemann, David Hilbert e Herman Minkowski, Srinivasa Ramanujan, e Alan Touring.

La lingua è semplice, evocativa, razionale. La ragione si sposa però bene con il desiderio. La matematica incontra la letteratura. Ne sortisce un amalgama finora non roveto (o non riuscito). Pertanto l’effetto è di sorpresa, ma la leggibilità annulla l’acrimonia per aver dovuto rinunciare a divertirsi e forse oziare. La lingua è moderna, sobria, certamente intonata. Ne risulta un piccolo campionario di poesie che tentano di unificare scienza e letteratura.

Poesia colloquiale, intima, tra l’autrice e i lontani interlocutori, che rendono più esplicita la risoluzione di “armonia” tra scienze e letteratura. Con un buon esito. (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

http://poesia.corriere.it/2015/10/15/5697/


Info: www.lacasadellapoesiadicomo.it

 

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Numeri e stelle, il felice connubio della poesia con la scienza

Parlare di questo libro di Laura Garavaglia significa andare a scoprire come in letteratura – e quindi anche in poesia – tutto si tiene, tutto può essere trattato con collegamenti e intrecci che, spesso, nel pensiero e nel vivere quotidiano sembrano impossibili o, quantomeno, difficilissimi da perseguire per il raggiungimento di un giusto equilibrio tra le parti. Così, in Numeri e stelle, la fantasia creativa dell’autrice mette in scena nientemeno che particolari momenti biografici di grandi matematici del passato fermando, con la capacità introspettiva della poesia, attimi empaticamente forti, emozionali, reali e al tempo stesso indagabili da un punto di vista dell’inconscio - nella triplice visione del protagonista, dell’autore e del lettore - e diversamente non esprimibili.

Ancora una volta, infatti, è la poesia che colma le lacune storiografiche e bibliografiche, andando a scrutare e a restituire al lettore le possibilità di sguardo riflesse in quell’indagine introspettiva a cui spesso il poeta, partendo dalla propria interiorità, approda per comprendere meglio gli altri e infine se stesso, diventando quel “minatore” indicato da Giorgio Caproni nel suo concetto sull’essere poeta.

Laura Garavaglia non è nuova a questa tipologia di ricerca che, come accennavamo all’inizio, ha diversi anticipatori che vanno, così come indicato anche nella prefazione di Gilberto Isella, “dal francese Jacques Rombaud al tedesco H.M. Enzensberger - che mise in versi nientemeno che il teorema dell’indeterminatezza di Gödel” a dimostrazione che “l’operatività delle astrazioni matematiche e delle leggi fisiche si confronta con la presunta irrazionalità dello spiritus phantasticus”.

L’autrice, in particolare nel precedente lavoro, La simmetria del gheriglio, propone infatti un percorso che, passando non certo illeso da controversie e domande interiori – molto spesso senza risposta – si articola in dissolvenze tra la sfera emotiva e la razionalità, in una sorta di rivisitazione poetica del best seller Ragione e Sentimento, dove il proprio vissuto viene indagato nel segno dell’elegia per approdare alla consapevolezza della condizione umana soggetta al rigore scientifico a cui, tuttavia, pare lecito sottrarre una parte incontrollabile che è quella di “un infinito maggiore”, del quale risulta impossibile non sentirsi parte.

Numeri e stelle, in questa sequenza, pare diventare - dopo aver affrontato, se pure non sempre lucidamente, la ricerca di senso dell’ordine cosmico - una ricognizione che, attraverso le vite delle menti eccelse, un appello delle presenze sul campo tanto amato della scienza matematica, possa confortare l’autrice andando, da un lato a certificare la loro presenza nell’aula del sapere e delle scoperte innegabili a loro attribuite ma anche, e forse soprattutto, dall’altro lato a verificare le loro umane debolezze, le rispettive angolature della loro esistenza dove non certamente tutto è stato possibile controllare.
In questa accezione, in cui declino l’interpretazione del lavoro della Garavaglia, tra autori post-newtoniani e classicità, è possibile intravedere (per fare qualche esempio): la figura di Pitagora nell’armonia tra numeri e note/uniti nella luce; la figura di Galois metaforicamente inserita nel regime pittorico Eri il Rimbaud dei numeri; la figura di Fibonacci abbinata a quella di Federico II di Svevia, tesa a gettare Quel ponte tra Oriente e Occidente/costruito sui numeri. In questa accezione sono i numeri, certamente, a spingere per farsi protagonisti dell’esistenza umana ma, inevitabilmente, sono essi stessi a cedere al richiamo delle stelle La lavagna era il cielo/i numeri erano le stelle luminose e sono, ancora, essi stessi a farsi strumento degli uomini che orientano i loro occhi – sempre e comunque - verso il cielo per cercare di strappare, aldilà del logico raziocinio, una risposta all’inquietudine mai esaurita nell’osservare l’infinito, nell’indagine sul mistero della vita.

Ultima e significativa nota a questo lavoro, il valore aggiunto dato dalle traduzioni dei testi in inglese, rumeno e spagnolo, e quello delle immagini fotografiche di cui è corredato che ben si accostano nell’economia complessiva del libro, andando ad evocare dimensioni parallele d’intersezioni emozionali.

 

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Numeri e stelle: qualche testo

La funzione zeta
(Bernhard Riemann)

La bellezza di un verso nell’armonia dei primi.
La musica dei numeri composta sulle onde.
Non è rumore bianco
l’orchestra matematica dei primi.
E sulla retta magica tra zeri e infiniti
scrivevi l’armonia della natura.
Il peso inconsistente della vita
su fogli fitti di formule, di simboli
ridotti presto in cenere dalla fiamma del camino.

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L’infinito assoluto
(George Cantor)

La diagonale era scala verso il cielo
e la mente saliva,
ogni numero un passo,
un gradino verso l’infinito.
Ma oltre la potenza del continuo
lo spirito cercava l’Assoluto.
Fuori dal centro, oltre la mediocrità
nella prigione bianca
nella prigione bianca della mente,
il destino segnato
da chi non ha capito.

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Cogito ergo sum
(René Descartes)

Cercavi la realtà dell’Universo.
Pensiero ed Estensione
concetto e intuizione.
La pulizia del numero
dà vita a ogni forma.
E’ l’orma della mente
il metodo possibile
il vero opalescente.

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Il delirio dei numeri
(Srinivasa Ramanujan)

A Cambridge le scarpe erano strette
il cielo era diverso da quello di Madras.
Tua moglie non ti scrive più.
Il pensiero era oceano in burrasca
bussola impazzita.
Il delirio dei numeri era l’abisso della libertà.
L’india troppo lontana
Hardy ti stava accanto.
Tu morivi.

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