Dagli Impressionisti a Picasso - Domenica 3 aprile 2016 


Ultimi due posti disponibili per la visita a Genova - Iscrizioni il prima possibile fino ad esaurimento

e comunque non oltre venerdì 18 marzo.

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A Genova visiteremo una meravigliosa mostra,
"Dagli impressionisti a Picasso".

Poche parole da aggiungere, e molte immagini da vedere, per questa interessantissima mostra in corso a Genova a Palazzo Ducale fino al 10 aprile.

Le opere provengono dal Detroit Institute of Arts e sono oltre 50, esposte secondo un percorso cronologico che abbraccia un periodo che va dall'origine del movimento impressionista fino ad un capolavoro di Picasso del 1960, Donna seduta.

Il genio dei pittori le cui opere sono esposte, è impressionante: possiamo ammirare tele di Van Gogh, Matisse, Monet, Modigliani, Degas, Manet, Courbet, Otto Dix, Degas, Picasso, Gauguin, Kandinsky, Cézanne, Renoir, tanto per citarne alcuni.

Le opere sono tutte esposte nell'appartamento del Doge e danno una ottima visione d'insieme dell'arte europea dell'epoca con qualche riflessione più dettagliata su Degas e Picasso, entrambi presenti con ben 6 opere di grande bellezza, e su Cézanne di cui sono esposte 4 tele.

 

 

 

Le opere ripercorrono il tragitto all’inverso che da Detroit porta al Vecchio Continente. La ricchezza della collezione di arte europea tra XIX e XX secolo è data dalla sua completezza e dalla molteplicità dei linguaggi: un dialogo che coinvolge Van Gogh, Matisse, Modigliani, Degas, Monet, Courbet, Otto Dix, Picasso, Gauguin, Kandinsky, Cézanne, Renoir.

Si comincia con la grande sala in cui si racconta la nascita del movimento, dell’idea che ha cambiato per sempre la storia della pittura: l’impressionismo.

Si passa attraverso il realismo intenso di Courbet e le opere piacevolmente narrative di pittori “alla moda” come Gervex e Carolus-Durand, per approdare alla gloria del colore di un capolavoro di Monet, i radiosi Gladioli databili intorno al 1876. Altrettanto significativo è il luminoso Sentiero di Camille Pissarro, che costituisce un autonomo, libero sviluppo dell’impressionismo, riflesso in un ampio paesaggio di campagna. Significativa è la presenza di tre opere affascinanti di Renoir, a cominciare dalla Donna in poltrona che coincide con la prima mostra dell’Impressionismo (1874), per giungere a due opere della tarda maturità, ormai dopo la svolta dell’anno 1900.

Uno spazio autonomo, quasi una vera “mostra nella mostra”, è dedicato alla figura di Edgar Degas, di cui sono presenti cinque tele, in cui sono sviluppati tutti i temi fondamentali del grande pittore parigino: il ritratto, i cavalli, le inconfondibili ballerine.

Segue, subito dopo, un altro spazio monografico, quello che raccoglie quattro straordinari dipinti di Paul Cézanne. Anche in questo caso, le collezioni del museo di Detroit comprendono tutti i campi di ricerca del pittore: la figura umana, il paesaggio provenzale nei dintorni di Aix, la natura morta, le Bagnanti nel bosco.

La sala più grande della mostra affronta il post-impressionismo. La figura-chiave è quella di Vincent Van Gogh, La Riva della Oise ad Auvers, del 1890, è un capolavoro che si impone per la esplosiva carica del colore, ma anche per le dimensioni significative. Indimenticabile è poi l’Autoritratto con il cappello di paglia (1887), un’esplosione di colore e di emozione, ma anche un primato assoluto. Immediato e molto intenso è il confronto con l’Autoritratto di Paul Gauguin (1893), meditabondo e un po’ sornione.

Alle dinamiche del postimpressionismo partecipano Pierre Bonnard, con l’incantevole Donna con un cane, e l’originalissimo Odilon Redon, la cui Evocazione di farfalle è uno dei dipinti più suggestivi e sorprendenti di tutta la mostra.

All’aprirsi del Novecento, Parigi si conferma il centro delle arti e della cultura. Prendono corpo gruppi e avanguardie, ma nel suo insieme si parla di una École de Paris, la “scuola parigina”. Uno dei massimi protagonisti è Henri Matisse, qui presente con tre opere memorabili, fra cui l’indimenticabile Finestra (1916). Appassionante è il dialogo con i tre ritratti di Amedeo Modigliani.

Il gruppo di capolavori delle avanguardie tedesche presenti a Detroit è senza paragoni nei musei nordamericani. Questa parte della mostra è quasi fisicamente dominata dall’Autoritratto di un ancora giovanissimo Otto Dix (1912), impressionante per la fermezza grafica e l’espressione decisa ed infine la svolta geniale verso l’astrattismo, carico di colore e di emozione, impressa da Kandinsky, con il precoce Studio per quadro con forma bianca, del 1913.

La sala monografica dedicata a Pablo Picasso presenta sei tele, in un percorso che attraversa in pratica l’intera vicenda dell’arte del Novecento, dalla giovanile Testa di Arlecchino (1905) fino alla magmatica Donna seduta, dipinta nel 1960, quando Picasso era ormai alle soglie degli ottant’anni. Si parte dal periodo blu, ancora legato alle lezioni accademiche, e con il Ritratto di Manuel Pallarés (1909) ci si ritrova sulle soglie della scomposizione cubista.

 

 

 

 


Picasso, cubismo e classicità per l’arte del Novecento

Genova - Strada maestra dell’arte del Novecento, il percorso di Picasso scandisce le tappe di un’evoluzione rapida e ben riconoscibile, che parte dalle estreme esperienze ottocentesche attraversa sette decenni di avventure, ricerche, continue novità.

Picasso non ha mai rifiutato l’arte del passato: ogni scatto in avanti, anche il più provocatorio e inatteso, si fonda su uno studio profondo e consapevole: le delicate e talvolta dolenti armonie figurative dei periodi blu e rosa, le fasi appassionate del cubismo, il “ritorno all’ordine” classicista degli anni ‘20, i legami con il surrealismo, la poetica dell’object trouvé, i ritratti di Dora Maar e delle altre donne amate con voracità inestinguibile, Guernica, l’impegno politico e pacifista, le grandi tele dipinte a Vallauris, la varietà di esperimenti tecnici in scultura, ceramica e incisione; nelle metamorfosi continue di uno stile inafferrabile e sempre personale, Picasso ha dato un volto al Novecento.

Picasso dipinge e vive senza limiti: l’espressione talvolta persino esplosiva della sua energia creativa è prima di tutto la manifestazione di un uomo che partecipa intensamente al suo tempo e al suo mondo, non disedegna la cronaca mentre cerca il confronto con la storia. Picasso, che è nato nel 1881, sembra inarrestabile. E’ diventato popolarissimo, la sua immagine inconfondibile riempie regolarmente le pagine dei rotocalchi, non solo per le continue ricerche artistiche, ma anche per le vicende di una biografia spettacolare.

L’ultimo segmento della sua vita vede all’opera un uomo che con le sue magliette col collo a barchetta, a strisce orizzontali come quelle di un eterno monello. Supera gli ottanta e poi anche i novant’anni, sempre sorretto da una energia veramente di fuoco, di sole e di acciaio. Senza mai nemmeno un accenno di malinconia o di rimpianto, Picasso rilegge temi e svolte stilistiche, interpretate alla luce di un’esperienza umana e artistica senza confronti.